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Twitter cita in giudizio Morgan Stanley e Bank of America

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Twitter cita in giudizio Morgan Stanley e Bank of America

La causa in corso di Twitter contro Elon Musk si sta ampliando.

Scontro tra Twitter e Musk sempre più acceso

Infatti la società ha citato in giudizio anche Morgan Stanley, Bank of America, ed altri soggetti, a cui viene chiesto di consegnare prima del processo del 17 ottobre i documenti in loro possesso in merito alle statistiche sui bot.

La questione ruota infatti proprio attorno ai bot, ovvero al calcolo del numero dei reali utenti attivi sulla piattaforma al netto dei bot. Infatti sono utenti monetizzabili solo quelli veri, cioè le singole persone, mentre i bot non fanno altro che inquinare le statistiche da questo punto di vista.

Musk teme che gli utenti reali siano molti di meno di quelli dichiarati dalla società, che infatti continua a generare perdite nonostante dichiari che gli utenti sono in aumento. Visto che non si è fidato dei numeri dichiarati da Twitter, ha chiesto a soggetti terzi di fare delle valutazioni indipendenti, dalle quali sarebbe emerso che il numero di utenti reali attivi sarebbe nettamente inferiore a quanto dichiarato.

Visto che Musk sembra aver preso la sua decisione di ritirare l’offerta di acquisto sulla base di questi numeri, Twitter vuole probabilmente capire da dove sono saltati fuori, e come sono stati calcolati, per cercare di smentirli. Tuttavia non sembra che sia mai riuscita a fornire dati realmente credibili a riguardo.

Morgan Stanley è stato il principale consulente finanziario di Musk per la stesura dell’offerta di acquisto, poi ritirata, promettendo anche un finanziamento fino a 5,5 miliardi di dollari. Twitter ha anche richiesto i documenti a riguardo di Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, ed altre banche che si sono impegnate a finanziare l’acquisizione.

Infatti tra i documenti richiesti ci sono anche quelli relativi al piano di finanziamento dell’acquisizione di Musk, e non solo quelli riguardanti i bot.

L’ipotesi di Twitter è che Elon Musk stia utilizzando la questione dei bot solo come un pretesto per annullare l’offerta. Se così fosse è possibile che il giudice dia loro ragione. Se invece il giudice dovesse considerare la questione rilevante, ed evidenziare che i dati ufficiali forniti da Twitter risultano errati, allora potrebbe dare ragione a Musk.

Il processo si terrà ad ottobre presso la Delaware Chancery Court, presieduto dal giudice Kathaleen St. J. McCormick, e dovrebbe durare cinque giorni. Il caso è Twitter v. Musk, 22-0613, Delaware Chancery Court (Wilmington).

A dire il vero diversi analisti ritengono che Twitter non abbia molte possibilità di vittoria, perché se non è in grado di fornire dati buoni e corretti sui bot sembra legittima la scelta di Musk di rifiutarsi di portare avanti un’acquisizione di 44 miliardi di dollari, basata su dati errati. Tuttavia potrebbero esserci dei cavilli legali in grado di imporre al giudice di dare ragione alla società, e vietare di fatto a Musk di ritirare l’offerta.

Non è detto però che non si possa eventualmente giungere anche ad un nuovo accordo, con clausole e termini differenti.

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