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Tre ragioni per cui gli hard fork di Ethereum non prenderanno piede

31 Aug, 20224 min readEthereum
Tre ragioni per cui gli hard fork di Ethereum non prenderanno piede

Ether (ETH) è attualmente la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato e il leader assoluto per quanto riguarda le applicazioni decentralizzate. Tuttavia, vittima del proprio stesso successo, negli scorsi mesi le commissioni sul network sono arrivate alle stelle: nel novembre del 2021, il costo medio di ogni transazione aveva superato i 50$!

Questo è esattamente il motivo per cui il Merge rappresenta un aggiornamento tanto importante per l'ecosistema Ethereum: una volta confermato il passaggio a un sistema di consenso Proof-of-Stake, gli sviluppatori potranno dedicarsi a migliorare la scalabilità del network.

Il Merge è anche il motivo per cui ETH ha quasi raggiunto quota 2.000$ a metà agosto: uno degli elementi più interessanti di tale evento sarà infatti la minore emissione di Ether, che potrebbe portare in futuro a uno scenario deflazionistico. Ma vi è anche il potenziale di hard fork: gli attuali possessori di ETH potrebbero infatti ottenere "gratuitamente" nuove monete su blockchain differenti, anche se non vi è alcuna garanzia che queste saranno sufficientemente adottate dalla community.

Da una parte i trader sono interessati alla possibilità di raddoppiare i propri asset – NFT compresi, dato che le nuove chain saranno copie perfette di quella originale, almeno inizialmente. Ma dall'altra vi è anche un forte senso di delusione, dato che ETH ha perso circa il 30% del proprio valore dopo essersi scontrato con la resistenza a 2.000$.

ETHPoW sembra essere una di queste potenziali nuove chain, supportata dai miner Proof-of-Work (PoW). Alcuni exchange hanno anche avviato il trading di futures per l'asset nativo del fork, ETHW; ha tuttavia riscosso ben poco successo, dato che viene attualmente scambiato sotto i 55$ sia su Poloniex che su Gate.io.

Stablecoin e oracle non supporteranno i fork

Le due principali stablecoin, ovvero USD Coin (USDC) e Tether (USDT), hanno ufficialmente confermato la propria intenzione di supportare soltanto la Merge Chain della Ethereum Foundation. Il supporto di queste due stablecoin "dovrebbe garantire una transizione agevole per Ethereum."

Anche Chainlink, un servizio chiave di Ethereum sul quale si basano molti altri smart contract, ha confermato che continuerà a supportare soltanto la blockchain PoS.

Nel frattempo, il core team di EthereumPoW (ETHW) ha affermato che avrebbe temporaneamente congelato i token contenuti nelle liquidity pool di alcune applicazioni DeFi, per proteggere gli asset degli utenti nel periodo immediatamente successivo al fork. L'idea di bloccare gli asset degli utenti senza il loro consenso ha adirato molti nella community; sui social qualcuno ha persino definito EthereumPoW una truffa.

Le principali DApp rimarranno su Ethereum PoS

Il 16 agosto, ai titolari di Aave (AAVE) è stato chiesto di partecipare al voto per dedicarsi totalmente al network PoS, dando a un'autorità il potere di chiudere qualsiasi distribuzione di Aave su potenziali fork di Ethereum.

Nonostante sia stato progettato esclusivamente come applicazione di Ethereum, nel corso degli anni Aave è diventato un servizio multi-chain: oggi ne esistono versioni ufficiali in esecuzione anche su Avalanche, Arbitrum, Optimism, Polygon, Fantom e Harmony.

Gli investitori stanno iniziando a rendersi conto che le DApp e le stablecoin non supporteranno le fork chain; in altre parole, è meno probabile che i token "gratuiti" e gli NFT vengano accettati dalle principali applicazioni DeFi. Indipendentemente dal valore che raggiungerà il token ETHPoW, l'utilità della rete PoS supportata dalla Ethereum Foundation supera di gran lunga quella delle chain concorrenti.

Ethereum Classic non ha mai preso piede

Ethereum Classic (ETC) è un esempio già esistente di hard fork, che mostra quanto sia difficile per questi network fare concorrenza alla rete principale. Il fork di Ethereum Classic è avvenuto nel 2016, al fine di invertire un exploit da 60 milioni di dollari. Ma le DApp su questo network non sono mai divenute particolarmente popolari, nonostante la capitalizzazione di mercato di ben 4,5 miliardi di dollari.

I dati attuali suggeriscono che i trader di Ether dovrebbero ignorare i prossimi fork e concentrarsi sulla roadmap del mainnet, che punterà in futuro a migliorare la propria scalabilità.

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