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SOLANA rischia di FALLIRE dopo FTX? | Ecco la situazione

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SOLANA rischia di FALLIRE dopo FTX? | Ecco la situazione

Per quanto si sia parlato ragionevolmente di altro durante questi ultimi giorni, almeno in relazione al caso FTX, c’è anche la situazione di Solana da analizzare. Non è un mistero per nessuno il forte legame tra le due entità e non dovrebbe allo stesso tempo essere un mistero per nessuno il grosso colpo che $SOL ha accusato, maggiore in proporzione di quello accusato da altri token e coin ad alta capitalizzazione.

La Solana Foundation – e di questo gli va dato sicuramente merito – ha pubblicato un resoconto piuttosto dettagliato della sua esposizione verso FTX, tanto in termini di investimenti quanto in termini di depositi verso la piattaforma che non possono essere, con ogni probabilità, più recuperati.

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Indice pagina

  • 1 .Solana Foundation: l’esposizione verso FTX
  • 1.1 .L’altra questione: i token che sono in lock su Solana
  • 1.2 .Suggestione fondo Binance?
  • Solana Foundation: l’esposizione verso FTX

  • Cash o equivalenti su FTXù
  • Secondo il report di Solana Foundation, il gruppo avrebbe detenuto su FTX circa 1 milione di dollari in cash o equivalente. SI tratterebbe di una somma che può essere considerata per persa e che ammonta circa all’1% delle riserve liquide della fondazione. L’impatto, secondo la stessa, è minimo se non nullo.

  • Asset
  • La situazione qui è più complessa e se vogliamo maggiormente preoccupante. Il gruppo avrebbe avuto al momento dell’avvio della procedura di fallimento 3.240 azioni di FTX Trading LTD, 3.430 token FTT e 134.000 token SRM. Difficile fare una computazione, perché tali asset valgono oggi zero o quasi. Vuoi perché parliamo di azioni di una società in fallimento, vuoi perché gli asset non possono essere prelevati.

  • $SOL
  • E qui si parla delle vendite di token $SOL nel corso del tempo. Il 31 agosto 2020 ne sarebbero stati venduti 4 milioni, l’11 settembre 2020 altri 12 milioni (con tempistiche di unlock progressivo dal 2021 al 2027*) e poi altri 34.524.833 token il 7 gennaio 2021, sempre accompagnati da una procedura di unlock progressivo da qui al 2028. Tali asset verranno, nel tempo, liquidati con ogni probabilità dal curatore fallimentare e saranno oggetto di liquidazione. Le tempistiche però, a rigor di logica, dovrebbero essere rispettate.

    A queste somme si aggiungono le transazioni di Solana Labs, che è tecnicamente un’altra entità. 7.500.000 di token, con un unlock totale il 25 marzo 2025 e un’altra vendita di 61.853 token, con unlock il 17 maggio 2025.

    Rimane l’incertezza secondo Solana Foundation e Solana Labs riguardante il futuro trattamento di tali token da parte del curatore fallimentare.

    L’altra questione: i token che sono in lock su Solana

    In questo caso parliamo dei token che sono in stato di lock e che non possono essere trasferiti fino a quando il lock non sarà rimosso.

  • Asset wrapped
  • Si parlerebbe nel complesso di 40 milioni di dollari di controvalore, senza che si abbiano informazioni più precise sullo stato presente e futuro di tali asset.

  • Serum
  • C’è stato quello che potremmo chiamare un fork. La situazione, secondo la Foundation, sarà monitorata, senza che ci siano ulteriori dettagli a riguardo.

  • I progetti DeFi dell’universo Solana
  • Sempre secondo quanto è stato riportato nel lungo post sul sito ufficiale di Solana, l’esposizione sarebbe minima. Ci sono progetti che andranno valutati in tal senso, dato che la loro esposizione potrebbe essere più alta.

    Suggestione fondo Binance?

    È un altro rumor che circola ormai – in parte senza controllo – sui social network. Come è noto ai nostri lettori Binance ha annunciato la creazione di un fondo per supportare quei progetti privi di liquidità momentanea a causa del crollo di FTX.

    Non è detto che qualcuno dei progetti minori dell’universo Solana non ricorra al tentativo di finanziamento. Per noi al momento, in assenza di altri elementi, sarebbe assurdo pensare che però tale procedura possa riguardare Solana, che come main project sembrerebbe in grado di andare avanti. Cosa che non vuol dire però che non ci saranno ripercussioni sul valore del token. Sempre tenendo conto anche del fatto che il panico, almeno sulla carta, sta scemando e che la situazione a breve potrebbe tornare verso una sorta di normalità.

    La situazione, come è chiaro dai dati che abbiamo riportato, rimane molto complessa. E dovrà essere valutata progetto per progetto: senza abbandonarsi ad allarmismi inutili e senza far finta che non sia successo nulla. E possibilmente traendone una lezione per il futuro: progetti che sono così legati ad un singolo finanziatore possono avere questo tipo di problemi.

    Chi vi scrive non ha vergogna di ammettere – dopotutto è tutto nero su bianco, dato che non abbiamo rimosso nulla – su Criptovaluta.it. Con profezia che si auto-avvera si è sempre voluta intendere la natura particolare di un progetto che dipendeva, per l’appunto, dalla forza dei suoi finanziatori. Finanziatori che fino a 10 giorni fa sembravano essere imbattibili e che invece avevano costruito un castello di carta, crollato al primo scossone.

    Che sia appunto di lezione anche per la valutazione di progetti futuri che presenteranno le stesse caratteristiche.

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