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Société Générale su Bitcoin e Ethereum | Ok dalla CONSOB francese

17 Oct, 20223 min readBitcoin
Société Générale su Bitcoin e Ethereum | Ok dalla CONSOB francese

Société Générale ha ricevuto il via libera per vendere, scambiare e custodire asset digitali. Il terzo gruppo bancario del Paese manderà avanti la sussidiaria Forge dopo l’ok delle autorità preposte alla regolamentazione.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno per il prestigioso istituto bancario, che aveva annunciato di recente l’intenzione di offrire servizi di custodia alle società di gestione patrimoniale con fondi in criptovalute. E non si tratta di una novità assoluta per la Francia, sempre più determinata a proporsi come crypto hub per l’area Euro.

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AMF su Bitcoin ed Ethwreum, una storia d’amore annunciata

L’Autorité des Marchés Financiers (AMF) ha autorizzato Forge a vendere, custodire e scambiare criptovalute e asset digitali. La notizia assume una certa importanza, perché di fatto l’ok dell’autorità di regolamentazione francese autorizza la banca a custodire gli investimenti in token di venture capital transalpine, che fino a questo momento faticavano a trovare in patria soluzioni regolamentate.

Forge è una controllata di Société Générale, la terza banca più grande di Francia, un colosso che può vantare un capitale da quasi un miliardo e mezzo di euro. L’istituto aveva annunciato qualche settimana fa di voler offrire servizi di custodia per le società di gestione del capitale intenzionate a sviluppare fondi in Bitcoin, Ethereum, le altre criptovalute e asset digitali.

Un punto di svolta importante sia per Société Générale che per il Paese stesso, a conferma di quanto i cugini transalpini siano intenzionati a diventare crypto hub per il vecchio continente. La notizia di oggi inoltre fa il paio con l’accordo tra Forge e Metaco annunciato a giugno, con quest’ultima intenzionata a espandere il suo bacino di asset digitali.

Metaco che in estate aveva stretto un accordo con un altro colosso finanziario francese, BNP Paribas, sempre con lo stesso obiettivo. I servizi di custodia sono evidentemente molto appetibili ai grandi operatori finanziari, e non solo nel vecchio continente, dove nonostante le lungaggini e le controverse vicende intorno al tema della regolamentazione c’è chi inizia a fare sul serio.

Criptovalute: Parigi capitale d’Europa?

I cugini transalpini d’altronde sono stati tra i più decisi nel voler approvare il MiCa a stretto giro, confermando l’impressione che la Francia si stia preparando a proporsi come crypto hub comunitario. Già un anno fa Parigi aveva dimostrato di voler fare sul serio sperimentando le CBDC e studiando un sistema per l’emissione di debito pubblico basato su blockchain.

L’ok delle autorità Société Générale, che lo ricordiamo è all’interno di Tezos, arriva peraltro in un periodo particolarmente vivace per il settore, in quel di Francia, con Crypto.com che di recente ha annunciato un corposo investimento per insediarsi a Parigi con una sua sede operativa.

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