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La SEC boccia l’ETF su Bitcoin spot di WisdomTree

12 Oct, 20225 min readRegulation
La SEC boccia l’ETF su Bitcoin spot di WisdomTree

È ufficiale: ieri la SEC ha bocciato anche la proposta di WisdomTree di emettere un ETF su Bitcoin spot.

La SEC non approva neanche l’ETF di WisdomTree

Nel lungo documento (69 pagine) con cui la SEC ordina la disapprovazione della proposta si dice che l’agenzia non ritiene che la proposta sia coerente con i requisiti dell’Exchange Act, ed in particolare con la Sezione 6(b)(5) della medesima legge.

Il Securities Exchange Act del 1934 è la legge federale degli USA che istituì la stessa Securities and Exchange Commission (SEC).

La Sezione 6(b)(5), o per la precisione il comma 5 della sezione b del capitolo 78f del Titolo 15 del codice legale USA, afferma:

“Le regole degli exchange sono concepite per prevenire atti e pratiche fraudolente e manipolatori…”.

Il punto, quindi, è sempre lo stesso che non ha consentito fino ad ora alla SEC di approvare alcun ETF negli USA basato direttamente su criptovalute, ovvero il rischio di manipolazione del mercato.

Però, ciò che ha sempre stupito è il fatto che, invece, siano stati approvati ETF basati su contratti future sulle criptovalute, come se questi, invece, non corressero rischi di manipolazione simili.

Tuttavia, a tal proposito occorre fare un paio di importanti distinguo.

La differenza con gli ETF basati su derivati crypto

Il primo, ovvero quello più importante, è che stando a ciò che la SEC ha sempre sostenuto agli ETF basati direttamente sulla custodia dei token si applicano leggi differenti rispetto a quelli basati su derivati. Quindi semplicemente devono rispettare norme diverse.

Secondo questa logica, le norme per gli ETF spot sarebbero più stringenti, mentre quelli per gli ETF basati sui future lo sarebbero meno.

Non bisogna dimenticare che nel vicino Canada questa distinzione non è stata fatta, o perlomeno sono già stati approvati anche ETF su Bitcoin spot insieme a quelli sui contratti future. Ma il Canada, evidentemente, ha leggi differenti.

Il secondo riguarda l’esistenza negli USA di due agenzie distinte che vigilano sui mercati finanziari, ovvero la SEC, che vigila su quello delle security, e la CFTC (Commodity Futures Trading Commission) che vigila proprio sul mercato dei future.

Ebbene, la CFTC ha approvato i future su Bitcoin già a dicembre 2017, prendendosi quindi la responsabilità di approvare per i mercati finanziari statunitensi dei prodotti derivati basati su Bitcoin spot.

Quando alla SEC è stato chiesto di approvare un ETF basato sui future già approvati dalla CFTC, l’agenzia incaricata di vagliare tutte le richieste di ETF li ha ritenuti rispettosi di tutte le norme, forse proprio perchè i future su Bitcoin spot erano già stati in precedenza approvati dalla CFTC.

Anzi, a dire il vero la CFTC negli USA sembra molto più aperta nei confronti delle criptovalute di quanto non lo sia la SEC, anche perchè non ha la necessità di vigilare sul fatto che alcune di queste vadano o non vadano considerate security.

Spetta, infatti, alla SEC l’ingrato compito di stabilire se qualche criptovaluta lo sia (Bitcoin non lo è), e non alla CFTC.

Le responsabilità della SEC e della CFTC sul mercato crypto

Visto che Bitcoin è ormai comunemente considerato una commodity, non è più compito della SEC occuparsene, ma proprio della stessa CFTC. Infatti, la nuova proposta di legge sulle criptovalute delle senatrici Lummis e Gillibrand imporrebbe proprio alla CFTC la vigilanza sui mercati delle criptovalute considerate commodity, e dei loro prodotti derivati, mentre lascerebbe alla SEC il compito di valutare le proposte di ETF.

Gli ETF (Exchange-Traded Fund) sono infatti considerati per definizione security, quindi sicuramente di responsabilità della SEC.

Pertanto da un lato c’è la CFTC che è piuttosto aperta nei confronti delle criptovalute considerate commodity, come BTC, e sui loro prodotti derivati. Dato che è proprio l’agenzia preposta a vigilare su questi mercati, questo significa che non sta ponendo particolari ostacoli a riguardo.

Invece, dall’altro lato c’è la SEC, che non si occupa direttamente di commodity o derivati di commodity, ma si occupa di security ed in particolare di ETF.

La SEC già più volte ha fatto capire in modo decisamente esplicito che considera molte criptovalute delle security, ad eccezione di Bitcoin e degli altri token di pagamento, e visto che si tratterebbe di security non registrate e non vendibili lecitamente negli USA, ha un atteggiamento piuttosto contrario.

Ciononostante Bitcoin non è una security, ma questo atteggiamento della SEC si ripercuote probabilmente anche sulle sue decisioni riguardo gli ETF.

E così un ETF basato su un prodotto derivato approvato dalla CFTC viene approvato dalla SEC, anche se il derivato a sua volta si basa sul mercato spot di Bitcoin, mentre un ETF basato su un prodotto finanziario non regolamentato, come Bitcoin, non viene approvato. Se negli USA esistono ETF su derivati crypto è solo grazie alla CFTC che li ha approvati tempo fa.

Va, però, detto che sull’operato della CFTC in tal senso non paiono esserci dubbi, anche perchè il tempo per ora le ha dato ragione. Quello che invece stupisce è l’operato della SEC, che accetta di approvare ETF crypto basati su prodotti precedentemente approvati dalla CFTC, ma non accetta di approvare ETF crypto basati direttamente sul vero sottostante.

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