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La Russia ufficializza i pagamenti in crypto

6 Sep, 20228 min readOther
La Russia ufficializza i pagamenti in crypto

I pagamenti in crypto per il commercio internazionale sono ora realtà in Russia e si potrà commerciare in Bitcoin. La cosa è spinta non molto velatamente dal governo stesso che ritiene questo passaggio necessario per il raggiro delle sanzioni internazionali poste al Paese.

La Russia decide di legalizzare le crypto per i pagamenti internazionali

La liaison tra il Cremlino e il Bitcoin parte da lontano, nel tempo il governo di Vladimir Putin (Bitcoin è nato nel 2008 quando il Presidente era già al timone del paese da 9 anni) ha cambiato spesso opinione sull’utilità o meno di questo mezzo di pagamento, della tecnologia da cui deriva e delle altre criptovalute, soprattutto ha cambiato spesso opinione sul fatto se questo fosse funzionale o meno agli interessi del Paese.

Con il tempo si è passati da una posizione fortemente contraria all’apertura della Russia a questo nuovo mondo, alla posizione opposta, quella cioè mantenuta ancora oggi dal Ministro delle Finanze di Mosca, il punto di vista pro o contro le valute digitali si è alternato almeno altre due volte, ma prima o poi la lacuna doveva essere colmata.

Un vuoto legislativo in un Paese così importante anche e non solo a livello geopolitico doveva essere risolto da una normativa ad hoc.

Il combinato disposto della guerra con l’Ucraina e le sanzioni ricevute dalla comunità internazionale a seguito di questo atto, ha portato il Paese più grande del mondo a subire un peso economico enorme derivante dalle sanzioni imposte dai Paesi del patto atlantico e da molti altri in tutto il mondo.

Se parte del PIL è stato recuperato, in quanto Mosca è tra i più grandi esportatori al mondo di materie prime, quali gas e petrolio, e si è rifatta vendendo le quote mancanti alla Cina, molto ancora c’era da fare e la spinta propulsiva dei denari virtuali ha dato il via a un processo di studio di Bitcoin e soci come importante aiuto ad eludere i danni da sanzioni.

Nell’attesa di una legge quadro che regolamenti le criptovalute in ogni loro aspetto e forma, la Duma, in un primo momento aveva vietato il pagamento in valute digitali e l’utilizzo di tutti quegli strumenti che lo rendono possibile anche solo in parte.

“Un insieme di dati elettronici contenuti in un sistema informativo che può essere accettato come mezzo di pagamento che non è l’unità monetaria della Federazione Russa, o come investimento”.

Questo è come vengono definite le criptovalute nel testo della normativa redatta.

La momentanea misura serviva a tappare una lacuna giuridica che riguardava per l’appunto le transazioni e la natura delle crypto in ogni loro forma e variante e metteva un temporaneo stop alla crescita dell’asset nel territorio, ma questa era solo una puntata, la Duma, il parlamento sovietico, non ha fatto in tempo a stappare la bottiglia in fresco che nel frattempo un rapporto congiunto tra servizi segreti russi e Ministero delle Finanze ha rimescolato nuovamente le carte in tavola.

Il ruolo della Banca Centrale Russa nella legalizzazione delle crypto nel Paese

La Banca Centrale Russa (CBR), si occuperà di registrare tutti gli operatori DFA come soggetti del sistema di pagamento nazionale russo e gli investitori qualificati potranno operare liberamente, mentre coloro che non otterranno l’autorizzazione dall’ente regolatore potranno operare, ma solo entro certi importi. Non potranno, infatti, fare transazioni superiori a 7000 euro ciascuna (600.000 rubli).

Meno di un mese fa il ministro dell’Industria e del Commercio, Denis Manturov, intervistato in un forum sul tema, si era espresso sull’argomento in maniera rassicurante.

Denis Manturov, Ministro dell’industria e del commercio un mese fa a latere di un forum si era detto positivo sul Bitcoin e riteneva che alla fine le criptovalute in generale avrebbero fatto parte dell’economia del Paese.

Mosca, da anni osserva vigile questo mondo è addirittura ha messo in cantiere la creazione del Rublo digitale, dedicando gli ultimi due anni a questo progetto.

Nei piani di Putin c’è la creazione di una vera e propria moneta di stato digitale che verrà affiancata alle altre crypto, ma che avrà rispetto a queste una posizione dominante.

Gli Asset Finanziari Digitali (DFAE) che erano stati fermati dall’imposizione della Federazione Russa e della Camera bassa del parlamento hanno passato la mano e una legge quadro più ampia e specifica ha sostituito l’attuale.

Lo sviluppo della CBDC in Russia, il rublo digitale

La Russia continuerà a mettere a punto la propria CBDC, stando alle ultime dichiarazioni della presidente della Banca Centrale Russa, Elvira Nabiullina, il cosiddetto Rublo digitale, vedrà la luce entro e non oltre il 2023.

La valuta è stata testata con delle simulazioni per diverso tempo e si stanno limando gli ultimi dettagli tecnici tra le mura della CBR nell’attesa del lancio ufficiale che avverrà l’anno prossimo.

“La domanda è, quando ciò accadrà, come sarà regolamentato, ora che la banca centrale e il governo ci stanno lavorando attivamente ma tutti tendono a capire che… prima o poi questo verrà implementato, in un formato o nell’altro”.

Il Piano di Mosca è quello di rafforzare il Rublo fiat e successivamente lanciare e concentrarsi sul Rublo digitale. Solo dopo questi passaggi fondamentali e preminenti per il Paese, si liberalizzeranno le valute digitali.

L’agenzia di stampa TASS ha sottolineato come secondo il governo Russo “è impossibile” oramai continuare senza abilitare le crypto come metodo di pagamento legale per il commercio internazionale.

Pavel Zavalny, Presidente della commissione per l’energia del Congresso del Paese, a marzo di quest’anno aveva già accennato a questo concetto, ovvero che la Russia era aperta ad accettare pagamenti per le esportazioni risorse naturali in BTC:

“Quando si tratta dei nostri paesi ‘amici’, come la Cina o la Turchia, che non ci fanno pressioni, allora offriamo loro da un po’ di cambiare i pagamenti in valute nazionali, come rubli e yuan. Con la Turchia, possono essere lire e rubli. Quindi ci può essere una varietà di valute, e questa è una pratica standard. Se vogliono bitcoin, scambieremo in bitcoin.”

Il ruolo delle criptovalute nel raggiro delle sanzioni e nel commercio estero

Mikhail Mishustin, l’odierno Primo Ministro Russo e numero due del Cremlino, è della stessa opinione e si è più volte dichiarato a favore all’utilizzo dei Bitcoin per le transazioni internazionali.

La Russia vuole sfruttare le criptovalute nei pagamenti internazionali, ha affermato in un discorso sullo sviluppo del sistema finanziario russo.

L’apertura alle valute digitali è divenuta funzionale e necessaria per aggirare le sanzioni internazionali e sopperire ai mancati guadagni.

Con un assist senza precedenti alla tecnologia Blockchain, Mushatin ha dichiarato:

“Dobbiamo sviluppare intensamente aree innovative, inclusa l’adozione di risorse digitali. Si tratta di un’alternativa sicura per tutti i soggetti che possono garantire pagamenti ininterrotti per la fornitura di beni dall’estero e per l’esportazione”.

Quasi in concomitanza con l’aggiornamento Bellatrix, come segnale di buon auspicio, il gigante sovietico ha dato ufficialmente il via ai pagamenti in Bitcoin e crypto nelle transazioni con l’estero grazie alla ratifica della tanto sospirata legge quadro che regolamenta le valute digitali e che sorpassa la precedente normativa che era nel senso opposto.

Il Cremlino segue i passi del Ministero dell’industria mineraria e del commercio iraniano, che ha recentemente autorizzato l’uso di valute digitali per l’import.

Lo stato arabo ha reso possibile i pagamenti in crypto, che saranno un valido alleato alla lotta alle sanzioni commerciali internazionali in corso.

L’autorità stava pensando di usare questo canale per i pagamenti verso l’estero già da maggio, come riferito da Ivan Chebeskov, capo della divisione politica e finanziaria all’interno del ministero delle finanze di Mosca.

La mossa del Paese transcontinentale è stata avallata a giugno anche dal numero uno della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina, che dalle posizioni storicamente avverse alle crypto, ha concesso un’apertura dichiarando che possono essere utilizzate nei pagamenti transfrontalieri o internazionali a patto che non entrino nel sistema finanziario.

Dal Cremlino, in sostanza, avviene un’apertura che può aiutare il Paese a compensare i danni che derivano dalle sanzioni a seguito della guerra in est Europa con la vicina Ucraina.

Il Cremlino segue i passi del Ministero dell’industria mineraria e del commercio iraniano, che ha recentemente autorizzato l’uso di valute digitali per l’import.

In Iran avranno corso legale tutti i pagamenti in crypto, che come per la Russia saranno un valido alleato alla lotta alle sanzioni commerciali internazionali ridisegnando il quadro geopolitico.

Le potenzialità del mercato delle criptovalute

L’asset delle valute digitali, sebbene relativamente giovane, avrà una capitalizzazione in crescita nel prossimo futuro, anche per l’adozione da parte di sempre più Paesi nel mondo.

La presidente della CBR, Elvira Nabiullina, da giugno è tornata sulle sue posizioni avverse alle crypto e si è detta più aperta schierandosi con coloro che ritengono BTC utile come pagamento transfrontaliero.

Se le valute fiat e il circuito SEPA pongono dei limiti che danneggiano il Paese, le criptovalute intervengono in soccorso, sia come strumento al servizio della popolazione, che come strumento per accedere ai medesimi canali senza subire i danni che la comunità internazionale ha sancito.

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