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Anche la piattaforma Voyager dichiara fallimento

6 Jul, 20223 min readOther
Anche la piattaforma Voyager dichiara fallimento

Ieri Voyager Digital Holdings ha dichiarato bancarotta. Infatti, ha presentato richiesta ufficiale per il cosiddetto Chapter 11, ovvero la norma della legge fallimentare statunitense che consente alle imprese una ristrutturazione del debito a seguito di un grave dissesto finanziario.

Il fallimento di Voyager: il bear market colpisce ancora

La vicenda di Voyager è legata a quella di un altro fallimento, ovvero quello di 3AC.

Infatti, a fine giugno la stessa Voyager Digital Holdings aveva messo in stato di mora il fondo Three Arrows Capital (3AC), facendo sì che un tribunale delle Isole Vergini dichiarasse la bancarotta del fondo.

La società esigeva dal fondo il pagamento di 25 milioni di dollari su un prestito da 350 milioni, e dopo il mancato pagamento ha chiesto la procedura di inadempienza.

Il problema non si è risolto con l’avvio della procedura di fallimento di Three Arrows Capital, perché i mancati incassi hanno a loro volta mandato in fallimento anche Voyager Digital Holdings.

Dopo l’implosione dell’ecosistema Terra, con conseguente crollo dei mercati crypto, molte società esposte alle criptovalute sono andate in difficoltà, con alcune di queste che sono già fallite. Paradossalmente la prima che aveva mostrato difficoltà, Celsius Network, sembra, invece, che ce la stia facendo a ripagare tutti i propri debiti, perlomeno per ora.

Voyager aveva già bloccato tutti gli scambi, i depositi ed i prelievi ad inizio luglio, per poi evidentemente rendersi conto che non ce l’avrebbe fatta a ripagare tutti i suoi debiti.

Oltre alla holding Voyager Digital Holdings, sono coinvolte nel fallimento anche le sussidiarie Voyager Digital LLC e Voyager Digital, Ltd.

Nel documento con cui chiedono il Chapter 11, riferiscono di avere più di 100.000 creditori, con un patrimonio valutato da 1 a 10 miliardi di dollari. Purtroppo a quanto pare le disponibilità liquide sono di soli 110 milioni. Sembra che il maggior creditore sia Alameda Research con 75 milioni di dollari.

Le imprese non riescono a contrastare la forte volatilità del mercato crypto

Il CEO di Voyager, Stephen Ehrlich, ha dichiarato:

“Sebbene io creda fermamente in questo futuro, la volatilità prolungata, il contagio nel mercato crypto negli ultimi mesi ed il default di Three Arrows Capital ci impongono ora di intraprendere azioni deliberate e decisive. Il processo del Chapter 11 fornisce un meccanismo efficiente ed equo per massimizzare il recupero”.

Ora i clienti che hanno depositi in USD nei loro conti dovranno attendere almeno fino al completamento dei processi di riconciliazione.

Questo non è il primo, e di sicuro non sarà l’ultimo fallimento nel settore crypto. Tuttavia se, come sostiene JPMorgan, la fase di deleveraging fosse in via di conclusione, ci si potrebbe aspettare che per il momento non ve ne siano altri di così clamorosi.

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