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Monero mostra un possibile trend rialzista

6 d ago4 min readAltcoins
Monero mostra un possibile trend rialzista

Secondo diversi analisti l’andamento del prezzo di Monero (XMR) mostra segni di un possibile trend rialzista.

Gli stessi analisti invitano comunque a considerare con prudenza questa ipotesi, ma non nascondono che la possibilità di un rialzo in teoria ci sia.

Infatti a partire da poco dopo la metà di luglio il prezzo di Monero sta continuando ad oscillare attorno a quota 150$. Insomma, ormai sono tre mesi che lateralizza senza scendere mai sotto i 135$, e senza salire sopra i 170$.

In particolare è il supporto dei 135$ a destare interesse, perchè ha tenuto molto bene.

Il prezzo minimo annuale è stato toccato il 19 giugno a 104$, quindi la banda di oscillazione attuale è nettamente superiore. Certo, ad inizio anno era a 228$, ma da allora il prezzo per ora è sceso solo del 35%.

In altre parole XMR è una delle criptovalute che sta tenendo meglio in questo anno di pesante bear market. Infatti rispetto al picco dell’anno scorso, toccato a maggio, la perdita per ora è stata “solo” del 69%, ovvero ad esempio inferiore sia a quella di Bitcoin che a quella di Ethereum.

L’evoluzione del prezzo di Monero

Va tuttavia detto che il prezzo di Monero dopo maggio 2021 ha iniziato a scendere, tanto che a novembre, quando BTC ed ETH hanno fatto segnare i nuovi massimi di sempre, è a malapena riuscito a superare i 290$. A maggio invece aveva sfiorato i 480$.

Altra curiosità è il fatto che durante la bullrun del 2021 non sia riuscito a battere il precedente record storico di gennaio 2018, a quota 540$. Quindi durante l’ultima bullrun si è comportato in modo differente rispetto a quanto fatto dalle maggiori criptovalute.

Ad oggi Monero è al trentesimo posto per capitalizzazione di mercato, e sebbene non sia mai stata una delle principali criptovalute, un tempo è stata tra le prime 20.

Si tratta di un progetto nato nel 2014, che quindi va avanti da otto anni, ed è già passato attraverso altri due bear market precedenti.

Rimane comunque ancora oggi la principale criptovaluta tra quelle nativamente ad elevato livello di privacy, tanto da avere una capitalizzazione quasi doppia rispetto alla seconda in questa particolare classifica (Zcash).

Probabilmente è per questo motivo che è sopravvissuta così a lungo, e che nonostante nel 2021 non sia riuscita a superare i precedenti record è rimasta nella top 30.

Ultimamente il suo prezzo è rimbalzato due volte dal supporto di 134,5$, tanto che alcuni analisti ipotizzano un possibile rialzo a breve fino a 170$. D’altronde questa è la resistenza che nei precedenti tre mesi ha impedito ulteriore crescita.

A dire il vero è da più di un mese che staziona sotto i 160$, oscillando attorno ai 150$, quindi anche un ritorno a 170$ significherebbe un buon guadagno sul breve periodo.

In questo momento sembra che la resistenza da battere sia quella dei 153$, tanto che se venisse superata il prezzo potrebbe salire fino alla successiva, posta per l’appunto a 170$.

Tuttavia non si esclude che sul medio termine invece potrebbe ritornare a quota 100$, quindi l’ipotesi è che possa prima salire, se riesce ad abbattere la resistenza dei 153$, per poi però ridiscendere attorno ai minimi del 2022.

Possibile correzione rialzista per XMR

Il possibile rialzo sul breve periodo potrebbe essere scatenato da alcune notizie positive, come quella uscita ieri riguardo HackNotice.

Infatti, la piattaforma di sensibilizzazione alle minacce di livello aziendale ha reso noto che accetterà pagamenti in XMR.

L’iniziativa serve per dare alle aziende attente alla sicurezza e alla privacy la possibilità di effettuare transazioni sicure, facili e veloci. Ovviamente XMR è stata scelta, oltre a Bitcoin, proprio per il suo elevato livello di privacy.

Essendo Monero ancora ad oggi la principale criptovaluta che difende completamente la privacy dei suoi utilizzatori, è più che ovvio che continui ad avere un utilizzo concreto. Ciò le consente di mantenere un buon valore anche durante il bear market, sebbene d’altro canto la sua natura inflattiva non la renda un investimento particolarmente interessante sul lungo periodo.

Si tratta di qualcosa di assolutamente diverso sia da Bitcoin che da Ethereum, oltre che anche da tutte quelle altre criptovalute che non proteggono con standard elevati la privacy degli utenti.

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