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MicroStrategy vuole vendere $500 milioni in azioni per comprare Bitcoin

12 Sep, 20224 min readBitcoin
MicroStrategy vuole vendere $500 milioni in azioni per comprare Bitcoin

MicroStrategy ha presentato nei giorni scorsi istanza alla SEC di vendere fino a $500 milioni in azioni, con l’intento di acquistare più Bitcoin.

MicroStrategy vuole acquistare altri Bitcoin

MicroStrategy, la società che ha in pancia il più grande quantitativo di Bitcoin al mondo, 122.478, avrebbe presentato istanza alla SEC nei giorni scorsi, per vendere circa 500 milioni di dollari in azioni per acquistare altri BTC.

Le azioni saranno vendute tramite Cowen & Co. e BTIG LLC, secondo le indicazioni presentate nel prospetto inviato alla SEC, venerdì dalla società di software aziendale. Non è stata fornita alcuna data specifica per eventuali vendite. L’azienda ha aggiunto che intende trattenere tutti gli eventuali guadagni futuri per l’acquisto di ulteriori Bitcoin e per lo sviluppo del business del software.

Ma da quello che si evince nella nota indirizzata alla SEC e da come la società si è comportata in questi mesi, sembra evidente che questa nuova liquidità potrebbe servire completamente per rafforzare le sue posizioni sul Bitcoin, magari abbassando la media della criptovaluta in carico alla stessa.

La società, che secondo i dati dell’ultimo bilancio, starebbe perdendo circa 1 miliardo di dollari, considerando che i Bitcoin sarebbero in carico ad un media di 33.000 dollari, sta pensando quindi di aumentare ulteriormente la sua esposizione, convinta che le quotazioni di Bitcoin evidentemente sono destinate a salire.

Nelle scorse settimane Michael Saylor ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo di CEO all’interno della società, che è passata al Presidente Phong Le. Ma la strategia portata avanti da Saylor, da sempre grandissimo sostenitore di Bitcoin, evidentemente non sembra cambiare.

La gestione del nuovo CEO di MicroStrategy e i recenti acquisti di Saylor

Lo stesso nuovo CEO, d’altra parte, aveva affermato che la politica della società in merito al Bitcoin non sarebbe certo cambiata, malgrado le condizioni di mercato abbiano subito un repentino peggioramento negli ultimi mesi.

Tutto ciò, malgrado i grossi cali delle quotazioni di Bitcoin di questi mesi abbiano messo addirittura a rischio di margin call la società MicroStrategy, su un prestito garantito proprio dalla criptovalute, che sarebbe scattato nel caso in cui il prezzo di Bitcoin fosse sceso sotto i 21.000 dollari. Questo fatto ha determinato un calo del 25% in poche settimane del titolo della società di software.

Due giorni fa, Saylor in un tweet, ha ribadito che Bitcoin non può essere eliminato, intendendo che i cali di questi mesi sono solo un normale aggiustamento prima di un nuovo balzo del titolo.

You can't kill #Bitcoin. — Michael Saylor (@saylor) September 8, 2022

A giugno, quando il prezzo di Bitcoin era intorno ai 20.000 dollari, la società ha acquistato altri 480 Bitcoin, come annunciato via Twitter da Saylor:

MicroStrategy has purchased an additional 480 bitcoins for ~$10.0 million at an average price of ~$20,817 per #bitcoin. As of 6/28/22 @MicroStrategy holds ~129,699 bitcoins acquired for ~$3.98 billion at an average price of ~$30,664 per bitcoin. $MSTR— Michael Saylor (@saylor) June 29, 2022

L’ex CEO di MicroStrategy ha sempre manifestato una cieca fiducia nel Bitcoin, che lui ha detto di preferire anche all’oro come asset sicuro su cui investire.

Saylor ha affermato durante un’intervista:

“Bitcoin è la proprietà digitale e il metodo più efficiente in termini di costi che abbiamo mai scoperto per convertire l’energia in prosperità. Se invece avessi scelto l’oro al momento dell’acquisto Bitcoin avremmo probabilmente circa 250 milioni di dollari in oro. E i nostri azionisti avrebbero perso $ 4 o $ 5 miliardi”.

Le recenti accuse a Michael Saylor e a MicroStrategy

Saylor e MicroStrategy, ad inizio settembre, hanno dovuto subire una denuncia dal procuratore di Washington DC per frode fiscale. L’accusa sostiene che magari Saylor via e risieda da dieci anni nel distretto, non avrebbe mai pagato un euro di tasse sul reddito in loco. Nella causa sarebbe appunto coinvolta anche la società per il fatto che la stessa fosse a conoscenza della cosa, ma avesse comunicato che la sua residenza fosse, invece, in Florida.

NEW: Today, we’re suing Michael Saylor – a billionaire tech executive who has lived in the District for more than a decade but has never paid any DC income taxes – for tax fraud.— AG Karl A. Racine (@AGKarlRacine) August 31, 2022

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