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Il mercato si aspetta il default dell’Italia

5 Sep, 20223 min readOther
Il mercato si aspetta il default dell’Italia

Grande volatilità, un debito pubblico alle stelle, il rapporto debito/PIL a livelli mai visti prima e la congiuntura economica che sta attraversando il mondo e che porta con sé un’iperinflazione, sono alla base della scommessa sul default dell’Italia da parte degli hedge fund.

Perché i mercati prospettano un default per l’Italia

L’Italia vanta il debito pubblico al mondo che sfiora i miliardi di euro. Il debito di per sé, seppur enorme, non rappresenta una minaccia, ma diviene tale se questo manca dei presupposti per poter essere ripagato. A tal proposito il dato che indica la tranquillità o meno rispetto a questo è il rapporto debito/PIL, ovvero la capacità di un Paese di essere solvibile.

In Italia il rapporto debito/PIL è ben oltre il 150% e questo non aiuta i mercati ad osservare la situazione in maniera rosea e soprattutto non li aiuta a guardarla in maniera distaccata poiché l’occasione è troppo ghiotta per non vederci una scommessa short.

Le difficoltà oggettive per lo Stato di ottemperare ai propri pagamenti è stata aggravata dalla crisi tra Ucraina e Russia che, tra le altre cose, oltre a portare ad un aumento generalizzato dei prezzi di tutte le materie prime e dell’energia, è sfociato nel blocco della fornitura di gas da parte di Mosca verso l’Italia.

La situazione è seria al punto che si parla di razionamenti che sarebbero già dovuti avvenire normalmente in un Paese lungimirante e che devono ancora iniziare e soprattutto di un inverno di restrizioni con il popolo che è chiamato a sacrifici come l’abbassamento da uno a due gradi dei riscaldamenti, bollette salatissime e un’inflazione che erode gli stipendi già vessati dalle tasse.

La situazione disastrosa dell’Italia traspare in maniera chiara dai dati di S&P Market Intelligence che evidenziano come le obbligazioni italiane prese in prestito al 23 di agosto siano state 37,20 miliardi di euro, la più alta dal gennaio 2008 ovvero dalla grande recessione.

Inflazione e il futuro dell’Italia

L’Italia ha continuato ad avere tassi di inflazione elevati: maggio registra il 7,3%, giugno registra l’8,5% e luglio sostanzialmente in pareggio con il mese precedente. Tuttavia, una nota positiva a livello internazionale c’è stata: Mario Draghi.

L’ex Presidente della Banca Centrale Europea e prima Governatore della Banca d’Italia, da Presidente del Consiglio ha fatto il possibile per riordinare i conti del Bel Paese e il suo lavoro è stato apprezzato a livello internazionale tanto da far titubare gli scommettitori seriali che davano un’Italia in salsa Argentina da qui a qualche mese.

“Draghi ci sta provando, ha fatto un po’ qua e là ma né io né il mercato siamo ancora convinti che la crescita del trend in Italia sia abbastanza forte”.

Questo è quanto sottolineato dal noto economista di Berenberg Holger Schmieding.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’economia italiana andrà in contro ad una contrazione del 5% della propria economia come conseguenza delle tensioni in Europa causate dalla guerra tra Russia ed Ucraina.

Mentre si consuma una recessione senza precedenti in Europa e più gravemente in Italia, l’India sta superando il Regno Unito dal punto di vista economico e si aggiudica il quinto posto come mercato e volumi al mondo.

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