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L'ottobre meno volatile di sempre: 5 aspetti da tenere d'occhio questa settimana su Bitcoin

25 Oct, 20229 min readBitcoin
L'ottobre meno volatile di sempre: 5 aspetti da tenere d'occhio questa settimana su Bitcoin

Bitcoin (BTC) inizia l'ultima settimana di "Uptober" in fase di stallo, mantenendo saldamente il trading range in atto da settimane.

A seguito di un gradito tentativo di rottura rialzista, BTC/USD rimane tuttavia ancora vincolato.

L'attuale volatilità, tra le più basse della storia dell'asset, concede a Bitcoin una funzione temporanea di stablecoin, in quanto con meno fluttuazioni rispetto ad alcune principali valute fiat.

Più a lungo si protrae lo status quo, tuttavia, più gli analisti sono convinti che si verificherà un importante cambiamento di tendenza: i dati macroeconomici, l'instabilità geopolitica e la classica volatilità intorno alla chiusura mensile sono tutti fattori che potrebbero animare un Bitcoin decisamente statico.

I bull avranno il loro bel da fare per assicurarsi che il breakout avvenga al rialzo. I trading range plurisettimanali offrono una forte resistenza, mentre dietro le quinte i miner suggeriscono che una capitolazione potrebbe cogliere tutti di sorpresa prima del tempo.

Analizziamo insieme lo stato dell'arte del mercato, soffermandoci su cinque aspetti da tenere a mente.

Chiusura settimanale più alta da inizio settembre

Alla chiusura settimanale del 23 ottobre, Bitcoin ha offerto un interessante scenario, con BTC/USD che ha siglato la sua più grande candela oraria "verde" da giorni, raggiungendo un massimo temporaneo di 19.700$.

Alla chiusura era già in corso un ritracciamento, riuscendo tuttavia a raggiungere il massimo da inizio settembre di circa 19.580$, come confemato da Cointelegraph Markets Pro e TradingView.

Malgrado l'ottimismo suscitato dal movimento, in data odierna Bitcoin si ritrova più o meno al punto di partenza.

Per Michaël van de Poppe, fondatore e CEO della società di trading Eight, è arrivato il momento di abbandonare il range.

"Bitcoin è ancora bloccato in questo range", ha riferito ai follower il giorno prima:

"La prossima è una settimana importante, rendendo quasi inevitabile la rottura del range. Sto attenzionando questa resistenza finale. Una volta rotta, inizierà la festa".

I dati dell'order book raccontano una storia simile. Analizzando il comportamento dei trader sul principale exchange Binance, Maartunn, collaboratore della piattaforma di analisi on-chain CryptoQuant, ha rilevato che le whale stanno prosciugando la liquidità dal range di prezzo stabilito.

"La liquidità dal range è stata rimossa, o almeno ridotta in modo significativo", ha riassunto, aggiungendo che "le whale (100.000$ ~ 1 milione di dollari) stanno vendendo al ribasso".

Material Indicators, che tiene traccia delle variazioni di liquidità dell'order book, ha inoltre sottolineato che il livello di resistenza corrispondente al precedente massimo storico di Bitcoin del 2017 sia più labile.

"Il primo retest del top del 2017 è fallito, ma il muro di vendita che stava formando resistenza a quel livello si è diffuso in una scala verso l'alto", ha illustrato poco prima della chiusura settimanale.

Il famoso trader e analista Jackis, nel frattempo, prevede un novembre "estremo" per Bitcoin, senza però precisare se il movimento atteso sarà al rialzo o al ribasso.

"Il prezzo di Bitcoin ha trovato un equilibrio intorno ai 19.000$. Dopo un EQ prolungato, arriva sempre un momento di traslazione", riporta nel fine settimana:

"Fate attenzione ad un periodo prolungato di accettazione dei prezzi sopra/sotto i 19.500$/18.500$ e posizionatevi di conseguenza".

Fed, BCE al centro della scena in vista del rialzo dei tassi

La previsione di Van de Poppe di una settimana "importante" in termini di eventi macroeconomici probabilmente si realizzerà il 28 ottobre, con la pubblicazione dell'indice PCE (Personal Consumption Expenditures) degli Stati Uniti di settembre.

Anche se tradizionalmente non ha lo stesso impatto sui mercati delle criptovalute dell'indice dei prezzi al consumo (CPI), il PCE arriva comunque in un momento critico.

La settimana successiva la Federal Reserve si riunirà per decidere i rialzi dei tassi di interesse sulla base di dati specifici, tra cui l'indice PCE e l'indice dei prezzi al consumo.

Attualmente il mercato si aspetta un altro rialzo di 75 punti base, mantenendo la pressione sugli asset di rischio, tra cui Bitcoin, ma già la scorsa settimana si sono diffuse voci di un'attenuazione della posizione della Fed.

Qualsiasi allentamento della politica sarebbe un vantaggio per le azioni, cosa di cui i mercati delle criptovalute, altamente correlati, beneficerebbero di conseguenza.

"Il mercato ribassista di Bitcoin dura in media 12,5 mesi. Si tratta del cosiddetto rapporto Golden Bull Cycle", commenta nel fine settimana lo speranzoso sviluppatore James Bull:

"Siamo all'undicesimo mese e la FED sta valutando di interrompere l'aumento dei tassi di interesse".

Riassumendo le aspettative della Fed, Charlie Bilello, fondatore e CEO di Compound Capital Advisors, ha confermato che i 75 punti base non sarebbero previsti dopo novembre.

"I tagli dei tassi inizieranno a dicembre 2023 e continueranno nel 2024", ha aggiunto.

Al momento dello stesura, lo strumento FedWatch del CME Group indica la possibilità di 75 punti base a novembre al 90,5%.

Oltre agli Stati Uniti, il 27 ottobre si terrà una conferenza stampa della Banca Centrale Europea, con un discorso del suo presidente, Christine Lagarde.

L'eurozona è attualmente alle prese con un'inflazione record, che ha superato il 20% in alcuni Stati membri dell'UE. La BCE, tuttavia, è stata decisamente più lenta della Fed nel rispondere alla situazione con rialzi dei tassi.

"Giovedì la BCE si aspetta un rialzo di 75 punti percentuali. Tuttavia, ritarda la riduzione del bilancio QT a quando raggiungerà il tasso neutrale dall'1,5 al 2% rispetto allo 0,75 attuale (almeno seconda metà del 2023)", ha twittato l'economista Daniel Lacalle a proposito dello status quo:

"La BCE è ancora indietro rispetto alla curva. Non raggiunge il suo mandato e non calma i mercati".

Hash rate impenna: entra in gioco la Russia?

Tornando a Bitcoin, i fondamentali della rete e lo stato di salute del settore del mining suscitano dei timori.

Uno sguardo ai dati offre conclusioni insolite, ma non del tutto gradite: l'hash rate è ai massimi storici, ma la crescita è probabilmente insostenibile ed avrà un costo.

Nonostante la price action spot sia complessivamente in calo, i miner stanno dedicando sempre più potenza di calcolo alla blockchain.

Ciò significa che i margini di profitto, già esigui, vengono ulteriormente compressi e i miner più piccoli rischiano di dover abbandonare il settore per gli scarsi incentivi finanziari.

È possibile inoltre supporre che l'entità che aggiunge l'hash rate abbia una capitalizzazione abbastanza ingente da realizzare ancora profitto, nonostante lo stato attuale della rete.

Durante il fine settimana William Clemente, cofondatore della società di ricerca Reflexivity Research, ha affermato:

"Sto pensando a chi sia questa entità che ritiene vantaggioso minare con il prezzo di BTC in calo del 70%, i prezzi dell'energia elevati e il prezzo dell'hash ai minimi storici. Mi chiedo se si tratti di uno o più grandi operatori con energia in eccesso o accesso ad energia a basso costo".

Con queste premesse, l'analista Steve Barbour è giunto ad una conclusione insolita.

"Ragazzi, è la Russia. La Russia è il luogo in cui l'hashrate si sta spostando", ha affermato:

"I produttori hanno ammesso di aver venduto di recente più ASIC alla Russia che agli Stati Uniti e, indovinate un po', cosa succede quando si fanno saltare le condutture e restringi l'energia? Bitcoin risolve il problema".

Mentre l'entità o le entità rimangono un mistero, i numeri parlano da soli. Secondo la risorsa di monitoraggio MiningPoolStats, l'hash rate è attualmente superiore a 270 esahash al secondo (EH/s), mentre BTC.com offre una stima di 259 EH/s.

Grazie all'hash rate aggiunto, il 24 ottobre la difficoltà è aumentata di un altro 3,44%, raggiungendo un altro massimo storico di 36.840 miliardi.

Finora, malgrado il detto "il prezzo segue l'hash rate" non si è ancora dimostrato valido, aumentano le preoccupazioni sulla sostenibilità.

Aumenta l'offerta in perdita

Nonostante diversi miner siano ancora distanti dalla capitolazione, lo stesso non può dirsi per il possessore medio di Bitcoin, secondo un'analisi.

Esaminando i dati relativi all'offerta di BTC in perdita, la risorsa di trading Game of Trades ha tratto le seguenti conclusioni.

La media mobile a 30 giorni di BTC in perdita, che non tiene conto delle monete perdute o di quelle detenute da molto tempo, è ora quasi ai massimi storici.

"La capitolazione è giunta", sintetizza Game of Trades su Twitter:

"L'offerta totale di BTC in perdita sulla media mobile a 30 giorni è ora al secondo livello più elevato di sempre".

Un grafico condiviso dalla società di analisi on-chain Glassnode indica che l'offerta in perdita ammonti ad oltre 8 milioni di BTC.

I commenti evidenziano che la cifra sia più bassa se si rapporta all'offerta totale in circolazione, con Game of Trades che ha anche riconosciuto che i minimi di giugno di 17.600$ abbiano comunque costituito il "principale evento di capitolazione".

Infine, Glassnode conferma anche che la quantità di offerta di BTC inattiva da almeno cinque anni sia adesso più alta che mai, al 25,47%.

Uptober? Quale Uptober?

L'attuale mese resta di scarso interesse: in confronto all'ottobre precedente, non è riuscito finora a dare i risultati sperati.

Ai prezzi attuali, BTC/USD è a solo 0,36% di distanza dal prezzo di nizio mese, segnale di quanto Bitcoin sia diventato poco volatile.

I dati della risorsa Coinglass mostrano come il corrente mese sia l'ottobre più piatto mai registrato in termini percentuali, ed un'ombra rispetto a quello dell'anno scorso, che ha registrato guadagni del 40%.

Chi spera in un'inversione di tendenza a novembre potrebbe rimanere deluso: l'anno scorso si è registrato l'ultimo massimo storico, malgrado alla fine il mese si sia chiuso con un ribasso di Bitcoin del 7,1%.

Nel 2020, invece, BTC/USD ha guadagnato il 43% a novembre, mentre la corona spetta al 53,5% siglato nel 2017.

Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell'autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.

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