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L'hash rate da record potrebbe portare le Big Oil a diventare le principali protagoniste del mining di BTC

2 Nov, 20223 min readMining
L'hash rate da record potrebbe portare le Big Oil a diventare le principali protagoniste del mining di BTC

L'impennata dell'hash rate del network Bitcoin (BTC) sta causando problemi alle società di mining, ma potrebbe essere un vantaggio per i giganti dell'energia.

L'hash rate del Bitcoin, la quantità di potenza computazionale fornita alla blockchain attraverso il mining, ha raggiunto un altro picco record. Secondo Blockchain.com, il 1° novembre la metrica ha raggiunto il massimo storico di 267 exahashes al secondo (EH/s), con un aumento di quasi il 60% dall'inizio dell'anno.

Commentando il nuovo picco, Charles Edwards, fondatore di Capriole Fund, ha ipotizzato che le imprese governative e petrolifere, altamente efficienti, stiano entrando nel gioco del mining su larga scala.

Nuovo record del mondo per l'hash rate di Bitcoin! 9% in più rispetto al precedente massimo storico stabilito solo pochi giorni fa.Non ho dubbi che ci siano imprese governative e compagnie petrolifere serie ed efficienti che stanno entrando nel gioco del mining su larga scala mentre parliamo. — Charles Edwards (@caprioleio) November 1, 2022

New Bitcoin hash rate world record! 9% higher than the prior all time high set just a few days ago.I have no doubt that we have serious, highly efficient government & oil company enterprises entering the mining game at scale as we speak. — Charles Edwards (@caprioleio) November 1, 2022

Ha aggiunto che si tratta di un dato rialzista e non di un segno di capitolazione dei miner. Tuttavia, nel breve termine, potrebbe essere considerato ribassista, poiché i miner vendono le monete per coprire le spese e rimanere in attività.

Questo scenario si potrebbe tradurre in una stagnazione o in un calo dell'hash rate, che ancora non si è visto, aggiungendo ulteriore peso alla premessa che i rigs siano stati utilizzati da altre entità.

"Le grandi compagnie petrolifere diventeranno senza dubbio protagoniste", ha dichiarato Edwards. Sembra che l'influenza delle big oil sia già in atto.

All'inizio di quest'anno è stato comunicato che la ExxonMobil ha collaborato con la Crusoe Energy Systems di Denver per minare Bitcoin nel Nord Dakota. A giugno è trapelata la notizia che la filiale petrolifera di Gazprom, gigante russo del gas naturale, fornirà energia alla società di mining BitRiver.

Si è registrato un aumento dell'utilizzo di energia delle gas flare, un sottoprodotto dell'industria petrolifera che viene altrimenti sprecato, per alimentare il mining di Bitcoin.

All'inizio di questo mese, la YPF, società energetica statale argentina, ha dichiarato che avrebbe convertito l'energia residua delle gas flare in energia per il crypto mining.

Questi sono solo alcuni esempi dell'influenza che le grandi compagnie petrolifere esercitano sul mining di Bitcoin e probabilmente aumenteranno in futuro. Già nel 2020, Cointelegraph ha affermato che le compagnie petrolifere potrebbero dominare il mining di BTC entro il 2025.

Le aziende che si affidano al mining di Bitcoin come unica attività e fonte di guadagno sono in difficoltà attualmente, dal momento che ogni blocco diventa più competitivo, i prezzi dell'energia salgono alle stelle e l'hash price o la redditività crollano.

Proprio questa settimana, il gigante del mining Argo Blockchain ha annunciato una ristrutturazione della sua strategia aziendale e i dettagli della sua svendita di hardware per il mining. La scorsa settimana, Core Scientific ha presentato alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti un modulo che avverte di una potenziale procedura di fallimento.

Il prezzo ridotto del Bitcoin, che è sceso del 70% rispetto ai massimi storici, non facilita certo le cose ai miner.

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