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Jim Carrey beffa tutti con l’ennesimo travestimento | C’è lui dietro i NFT di…

12 Sep, 20223 min readNFT
Jim Carrey beffa tutti con l’ennesimo travestimento | C’è lui dietro i NFT di…

Jim Carrey esce allo scoperto e svela di essere l’autore della collezione NFT pubblicata sotto lo pseudonimo String Bean. La rivelazione arriva a diversi mesi di distanza dalla pubblicazione, curata di concerto con lo staff di Big Head Club, studio che ha curato le animazioni di quelle che oggi si scoprono essere opere autobiografiche.

Un esperimento sociale on chain perfettamente riuscito, stando alle dichiarazioni dell’attore e dello staff che l’ha seguito in questa originale vicenda. Ennesima incursione nell’arte digitale per il poliedrico artista, che esce allo scoperto e conferma l’amore per i NFT, a cui non è affatto nuovo.

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Jim Carrey sotto mentite spoglie

Abbiamo avuto modo di raccontare le sue incursioni nella tavolozza on chain, sottolineando nella stessa occasione come l’attore stia seriamente pensando di perseguire tale strada, valutando addirittura il ritiro dal set.

Germinations, my first collection, is going live on Foundation today. Can't wait for every single one of you to see these five pieces:— StringBean (@StringBean_Art) May 9, 2022

Quello che non sapevamo è che il nostro aveva già lanciato una collezione NFT in maggio, sotto lo pseudonimo String Bean e sulla piattaforma Foundation. La reale paternità delle opere, sviluppate di concerto con lo studio Big Head Club, è stata volutamente svelata solo di recente.

La collezione in oggetto si chiama Germination, ed è composta da cinque dipinti che prendono vita in altrettanti filmati di breve durata. La voce dei personaggi è quella di Jim Carrey, così come il viso, stilizzato ad arte dall’attore e poi inviato a Big Head Club per essere animato e post prodotto.

Il pubblico, all’oscuro del loro carattere autobiografico, ha mostrato un certo interesse per le opere, e in particolare per The Bottles that Empty Me, venduta per 0,55 Ethereum all’ignaro collezionista.

L’attore vero mattatore del travestimento

Esperimento riuscito quindi, con attore e staff che si sono ispirati al violinista di fama internazionale Joshua Bell che nel 2007 eseguì magistralmente Bach in una stazione della metropolitana di Washington, sotto l’occhio distratto dei passanti alle prese con la quotidianità.

L’abbiamo lasciato in bella vista per mesi: c’erano sue foto in ogni opera, e la sua voce accompagnava ogni video. Abbiamo scelto Foundation per assicurarci il massimo dell’esposizione mediatica: la gente si è concentrata sull’arte, ignorando totalmente la figura di Jim Carrey nonostante l’abbondante dose di indizi che abbiamo lasciato in giro.

Queste le dichiarazioni di Mack Flavelle, CEO di Big Head Club, che offre uno spunto di riflessione su come la società attribuisce valore e significato al mondo esterno, sulla base di condizionamenti pesanti come fama e celebrità.

Uno spazio che come abbiamo detto, interessa sempre di più i grandi gruppi e i grandi giocatori del settore intrattenimento. Dai musicisti agli sportivi, passando anche per gli attori come Jim Carrey e come il leggendario Anthony Hopkins.

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