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Hyperledger: arrivano due banche centrali! | La rivoluzione blockchain passa da qui

13 Sep, 20224 min readBlockchain
Hyperledger: arrivano due banche centrali! | La rivoluzione blockchain passa da qui

Central Bank of Nigeria e Banque de France hanno appena annunciato il loro ingresso in Hyperledger Foundation, il progetto open source voluto da Fondazione Linux che vede così crescere il numero dei prestigiosi associati.

L’ingresso dei due istituti creditizi avviene in concomitanza con quello altre altre grandi corporate, chiamate a partecipare allo sviluppo di soluzioni in blockchain di livello enterprise. Un segnale forte del fatto che anche il modello di sviluppo “alla Linux”, e quindi con un consorzio di aziende forti e pronte a finanziare il progetto, potrebbe avere un senso.

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Anche le grandi banche centrali nella Hyperledger Foundation

Quando si parla di Hyperledger Foundation lo si fa necessariamente con un certo rispetto, nonostante le critiche che alcune frange di massimalisti hanno riservato al progetto sin dalla sua nascita, sul finire del 2015. Un progetto fortemente voluto da Linux Foundation, no-profit nata a sua volta nel 2007 come risposta all’oligarchica posizione delle piattaforme che proponevano soluzioni closed source.

Un grande consorzio di società private impegnate allo sviluppo della blockchain al servizio delle imprese. Un consorzio che oggi saluta l’ingresso di Central Bank of Nigeria e Banque de France, oltre ad altre grandi realtà come Digital Identity Laboratory of Canada, DSR Corporation, International Association for Trusted Blockchain Applications, BCW Group, Realto e CasperLabs.

Quest’ultima in particolare era stata protagonista l’anno scorso di una vicenda all’epoca chiacchieratissima, col token pompato all’inverosimile e capace di perdere in poche ore gran parte del suo valore. Archiviata la faccenda, peraltro tipica per progetti in fase iniziale, rimane la bontà del progetto alla base, ossia una blockchain in PoS che offre ampie possibilità di sviluppo in ambito smart contract e applicativi.

Una realtà di cui abbiamo raccontato la genesi ai tempi, e che ora torna di contorno nella news che vede protagoniste la Banca di Francia e l’omologa nigeriana nel loro ingresso in Hyperledger Foundation.

Una fondazione che può fare molto? Vedremo

Notizia che probabilmente presterà il fianco a qualche critica, perché al concistoro della Fondazione Linux troveranno posto due enormi enti politici, prima ancora che due grandi banche. Entrambi gli istituti poi provengono da paesi decisamente attivi sul fronte crypto.

La situazione in Nigeria è sotto gli occhi di tutti. Il Paese fa un uso sempre crescente di Bitcoin e criptovalute, per fronteggiare una condizione economica con pesanti riflessi sul piano politico, comune a quasi tutti gli Stati dell’Africa interna.

Qualche tempo fa abbiamo visto Algorand e il governo locale lavorare a Developing Africa Group, un programma a protezione della proprietà intellettuale su blockchain e che dovrebbe portare la Nigeria a gestire più efficacemente scambi e rapporti commerciali in settori cruciali per lo sviluppo economico dell’area. Torneremo a parlare del wallet in studio non appena avremo ulteriori novità, per fare un rapido excursus sul clima che si respira in Francia, l’altro Paese indirettamente protagonista della news in questione.

I cugini d’oltralpe ci offrono sempre ottimi motivi per scrivere: sappiamo ad esempio che Binance ha scelto la Francia prima ancora che altri paesi comunitari, dove tra l’altro ha iniziato a operare come crypto exchange accreditato, e aiutando così facendo il Paese a ottenere un certo vantaggio competitivo sugli altri, all’epoca ancora fermi al palo.

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