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Halving Bitcoin 2024: Quali effetti sul prezzo? | Come, quando e perché

26 Oct, 20228 min readBitcoin
Halving Bitcoin 2024: Quali effetti sul prezzo? | Come, quando e perché

Halving Bitcoin: questione tecnica, ma anche parte integrante della mitologia del prezzo, evento ritenuto capace di scacciare tutti i mali (e tutti i bear market). Cosa che effettivamente ha già fatto in passato. Ma con le condizioni macro che stiamo affrontando, sarà possibile attendere ancora una volta questo salvatore della patria?

La questione è complessa, e prima di darci una risposta dovremo cercare di capire come funziona l’halving, perché è cruciale nel funzionamento di Bitcoin e perché potrebbe avere degli importanti effetti sul mercato. E al tempo stesso dovremo cercare di capire quando questo avverrà (le date sono prevedibili) e se l’entusiasmo di qualcuno è effettivamente ben riposto.

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Indice pagina

  • 1 .Halving Bitcoin: una doverosa premessa tecnica
  • 1.1 .Tempistiche dell’halving
  • 1.2 .Quando ci sarà il prossimo Halving di Bitcoin?
  • 1.3 .Gli effetti dell’halving sul prezzo di Bitcoin: cerchiamo di sfatare qualche mito
  • Halving Bitcoin: una doverosa premessa tecnica

    L’Halving di Bitcoin è un evento che si verifica ogni 4 anni circa e che è parte integrante dell’andamento monetario di questo ecosistema. Dal nome, che vuol dire dimezzamento, si può già facilmente intendere di cosa si tratta, ma procediamo con ordine.

    In ogni blocco di Bitcoin, oltre alle transazioni tra diversi indirizzi, ce n’è anche una particolare, detta coinbase, che assegna al miner di quel preciso blocco una ricompensa di $BTC. Il valore in Bitcoin di tale ricompensa non è fisso, ma viene dimezzato periodicamente, e per la precisione ogni 210.000 blocchi minati.

    In principio il network distribuiva per ogni blocco 50 Bitcoin, che poi sono diventati nel 2013 “solo” 25, per poi diventare con gli altri due halving in sequenza prima 12,5 e poi i 6,25 attuali. Con il prossimo halving, che avverrà nel 2024 (vedremo poi come è calcolata questa tempistica), i Bitcoin di ricompensa per ogni blocco scenderanno a 3,25.

    Il processo è interessante sotto almeno due punti di vista:

  • L’emissione di nuovi Bitcoin si riduce
  • E progressivamente si avvicinerà allo zero, convergendo nel complesso verso il limite del protocollo di 21 milioni di coin. Il dimezzamento avviene senza ritardi ogni 210.000 blocchi.

  • Per molti ha effetti positivi sul mercato
  • Quella dell’halving è anche la storia di un’ epica. O meglio, della convinzione che all’halving sono legati cicli rialzisti per Bitcoin. Sul fatto che sia o meno così, o meglio, che l’halving sia effettivamente la forza che spinge di volta in volta più in alto il prezzo di Bitcoin, discuteremo più avanti, offrendo ai nostri lettori gli elementi e i dati che permetteranno a tutti di farsi una propria idea.

    Tempistiche dell’halving

    Per capire ogni quanto avviene un halving dobbiamo fare un’operazione relativamente semplice, che non può però darci la data esatta al secondo. Per capire la differenza tra blocchi e tempo che utilizziamo noi umani, dovremo introdurre un’altra questione, ovvero quella del tempo di produzione di blocchi.

    Bitcoin ha un sistema di adeguamento della difficoltà di mining che cerca di mantenere la produzione dei blocchi sempre vicina ad una media ogni 10 minuti. Parliamo di medie, perché trattandosi di un processo in parte causale possiamo avere blocchi prodotti con tempistiche significativamente maggiori o minori di 10 minuti. Su un periodo sufficientemente lungo, la verifica avviene ogni 2016 blocchi, la media dovrebbe avvicinarsi il più possibile ai 10 minuti per blocco. Nel caso in cui questa fosse maggiore, la difficoltà di mining si abbasserà, in caso contrario, si alzerà.

  • Quanto tempo hanno impiegato gli ultimi 2016 blocchi ad essere minati?
  • È questo il check che viene effettuato da Bitcoin ogni 2016 blocchi. Il rate perfetto sarebbe di 20.160 minuti.

    1a. Se sono stati prodotti in meno tempo

    Si incrementa la difficoltà del mining, cercando di ottenere per il prossimo “ciclo” una media più vicina ai 10 minuti.

    1b. Se sono stati prodotti in più tempo

    La difficoltà di mining di Bitcoin si abbassa. Lo scopo è sempre quello visto poco sopra, ovvero di avere la prossima produzione di blocchi il più vicino possibile allo standard dei 10 minuti.

  • Storicamente ci mette qualcosina in meno
  • Analizzando i dati storici della produzione di blocchi di Bitcoin, possiamo vedere come in realtà la media sia leggermente più bassa di 10 minuti. E per fare un calcolo il più possibile preciso dovremo tenere conto anche di questo fatto.

    Quando ci sarà il prossimo Halving di Bitcoin?

    Le stime più accurate parlano di una data che potrebbe andare da marzo a aprile del 2024, data sulla quale inciderà direttamente la velocità media della produzione di blocchi. E per la quale indirettamente andrà valutata un’equazione relativamente complessa:

  • Andamento dell’hashrate
  • Che in senso proprio ha un effetto in realtà non così importante, perché il protocollo si aggiusta ogni circa 2 settimane. In concreto sarà la volatilità dello stesso di brevissimo periodo a poter avere un impatto.

  • Volatilità dell’hashrate
  • È successo molto raramente – e soltanto in concomitanza di eventi esterni o esogeni che dir si voglia – il crollo dell’hashrate. Un crollo potenziale che avrebbe comunque effetto soltanto fino al prossimo aggiustamento della difficoltà.

  • Il caso
  • Per quanto il suo potere si riduca all’allargarsi del range temporale che noi consideriamo. Rimane dunque più che idonea, almeno in assenza di eventi catalizzatori importanti, la forbice di tre mesi che abbiamo indicato poco sopra.

  • C’è possibilità di vederlo prima del 2024?
  • Molto difficile, perché presupporrebbe a questo punto una riduzione dei tempi di produzione dei blocchi del 30% costante o medio. Qualcosa che è assolutamente da escludersi proprio in virtù di quanto detto sopra.

    Gli effetti dell’halving sul prezzo di Bitcoin: cerchiamo di sfatare qualche mito

    L’halving è stato sempre considerato come una sorta di manna dal cielo, il deus ex machina in grado di portare Bitcoin sui suoi successivi livelli di prezzo. Ma è davvero così? Quello che possiamo fare al momento è guardare a come si è comportato Bitcoin in corrispondenza degli halving che ci sono stati fino ad oggi.

  • Primo Halving
  • Novembre 2012. Il prezzo è passato da 11$ fino a oltre 1.000$ nel giro di un anno. Crescita che non è stata distribuita, ma che si è concentrata nel mese di vovembre 2013. Prezzo che poi è stato colpito da correzioni che hanno portato comunque Bitcoin a valere, ai minimi locali, circa 20 volte il prezzo al momento dell’halving.

    In questo passaggio inoltre c’è stato anche un aumento considerevole di hashrate, che ha seguito un po’ le evoluzioni di prezzo e di adozione. In altre parole, nonostante si sia dimezzato il valore delle ricompense per blocco, non ci sono stati effetti negativi sull’hashrate.

  • Secondo Halving
  • Luglio 2016: pattern molto simile. Movimenti laterali ma rialzisti per qualche mese, fino poi all’exploit di dicembre 2017, quando il prezzo si è attestato intorno ai 20.000$. Anche per quanto riguarda l’halving non ci sono stati effetti depressivi. La quantità di hashrate disponibile per il network ha seguito in realtà di pari passo il prezzo per buona parte di questo ciclo.

  • Terzo Halving
  • Maggio 2020, quando il prezzo di Bitcoin per singola unità si aggirava tra gli 8.000$ e i 10.000$. Anche qui si sono poi raggiunti degli exploit importanti in termini di prezzo a distanza di quasi un anno, anche se proporzionalmente minori rispetto al primo degli halving.

    Hashrate ancora una volta legato principalmente all’andamento di prezzo più che all’andamento delle ricompense.

    Se dovessimo dunque tracciare uno storico di previsioni per quanto riguarda il rapporto di Bitcoin con l’halving, possiamo sia individuare un trend positivo (anche se non immediato) in termini di prezzo, sia effetti positivi al traino del prezzo per la quantità di hashrate disponibile.

    Storico dunque più che incoraggiante, anche se rimane l’avvertenza dovuta di non prendere mai quanto è avvenuto nel passato come lettura esatta di quello che dovrebbe avvenire in futuro. Bitcoin si trova inoltre per la prima volta ad affrontare una fase problematica in termini macroeconomici a livello globale, cosa che potrebbe cambiare il contesto all’interno del quale dovrà muoversi l’intero ecosistema in termini finanziari.

    Dunque continua attenzione ai segnali che arrivano dai mercati, speranze riposte nell’halving e ritorno alla normalità dei mercati: che sia questa la ricetta per il futuro tra 2024 e 2025 per Bitcoin?

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