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Grayscale dichiara che per "problemi di sicurezza" si rifiuta di rilasciare prove on-chain delle sue riserve cripto

19 Nov, 20223 min readOther
Grayscale dichiara che per "problemi di sicurezza" si rifiuta di rilasciare prove on-chain delle sue riserve cripto

Adducendo a "problemi di sicurezza", Grayscale Investments, fornitore di prodotti di investimento in criptovalute, si è rifiutato di fornire la proof of reserves on-chain o gli indirizzi dei wallet necessari a mostrare gli asset sottostanti ai suoi prodotti in valuta digitale.

Grayscale, in un thread del 18 novembre pubblicato su Twitter per rispondere alle preoccupazioni degli investitori, ha fornito informazioni sulla sicurezza e sulla custodia delle sue partecipazioni, affermando che tutte le criptovalute sottostanti ai suoi prodotti di investimento sono conservate presso il servizio di custodia di Coinbase, senza però rivelare gli indirizzi dei wallet.

6) Coinbase esegue spesso la convalida on-chain. Per ragioni di sicurezza, non rendiamo pubbliche le informazioni sui wallet on-chain e le informazioni di conferma attraverso una Proof-of-Reserve crittografica o un'altra procedura di contabilità crittografica avanzata.— Grayscale (@Grayscale) November 18, 2022

6) Coinbase frequently performs on-chain validation. Due to security concerns, we do not make such on-chain wallet information and confirmation information publicly available through a cryptographic Proof-of-Reserve, or other advanced cryptographic accounting procedure.— Grayscale (@Grayscale) November 18, 2022

"Sappiamo che soprattutto il punto precedente sarà una delusione per alcuni", ha aggiunto Grayscale, "ma il panico scatenato da altri non è una ragione sufficiente per aggirare i complessi accordi di sicurezza che hanno tenuto al sicuro i beni dei nostri investitori per anni".

La mossa di Grayscale arriva mentre sale la pressione sulle aziende cripto affinché introducano la proof of reserves, visti i problemi di liquidità e il successivo fallimento di FTX.

Alcuni utenti di Twitter hanno criticato la decisione di Grayscale di non comunicare gli indirizzi dei suoi wallet per motivi di sicurezza, commentando che gli indirizzi di Satoshi Nakamoto, l'inventore del Bitcoin (BTC), sono ben noti e hanno un valore maggiore per gli aggressori, "eppure Bitcoin di Satoshi rimane sicuro".

Grayscale ha condiviso una lettera co-firmata da Alesia Haas, CFO di Coinbase, e da Aaron Schnarch, CEO di Coinbase Custody, che suddivide le partecipazioni di Grayscale in base ai suoi prodotti di investimento e ribadisce che gli asset "sono sicuri", che ogni prodotto ha i propri "indirizzi on-chain" e che la criptovaluta appartiene sempre "al prodotto Grayscale in questione".

Inoltre, ha aggiunto che ogni prodotto è costituito come entità giuridica separata e "le leggi, i regolamenti e i documenti [...] proibiscono che gli asset digitali sottostanti i prodotti siano prestati, presi in prestito o altrimenti vincolati".

Grayscale è nota per il suo Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), una security che segue il prezzo del Bitcoin, ma dispone anche di prodotti che seguono il prezzo di altre criptovalute come Ether (ETH) e Solana (SOL).

Le preoccupazioni degli investitori sono dovute al fatto che Genesis Global, che funge da fornitore di liquidità per GBTC, il 16 novembre ha annunciato di aver interrotto i prelievi a causa di "turbolenze di mercato senza precedenti" che hanno portato a prelievi significativi dalla sua piattaforma, superiori alla liquidità attuale.

Genesis fa parte della società di venture capital Digital Currency Group (DCG), che possiede anche Grayscale. GBTC è scambiato con uno sconto di quasi il 43% rispetto al suo valore patrimoniale netto, in parte a causa della speculazione degli investitori sull'esposizione di GBTC a Genesis.

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