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Il grande autore ATTACCA Bitcoin e Cripto | Perché è CRISI VERA!

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Il grande autore ATTACCA Bitcoin e Cripto | Perché è CRISI VERA!

Nassim Nicholas Taleb ancora contro il mondo cripto, e data la rilevanza del personaggio nel dibattito pubblico, è forse il caso di dedicare qualche minuto a cercare di capire cosa sta dicendo e perché. Il tutto da un personaggio pubblico non solo molto seguito, ma che in passato era stato vicino a Bitcoin.

Le blockchain, dice l’autore famoso per aver teorizzato il cigno nero, non sono riuscite a produrre nulla di significativo per il mondo del business e conseguentemente non sarebbero riuscite a creare quei cash flow che le renderebbero appetibili. Una sorta di economia circolare, o se vogliamo di un modello superfisso di entrate e uscite che non può che essere responsabile di quella che non sarebbe, secondo lui, una crisi di liquidità, ma una crisi vera e propria del settore.

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Taleb: per le cripto è una crisi, non una crisi di liquidità

FINANCE DU JOURWhy Crypto does not have "liquidity" crisis; it has a crisis. Why?No cash flow.NonPonzi Invts must have >(now) 5% stream of cash flow. For a long term investor, the mkt price is not a big deal if the company generates cash [paid in div. or retained as assets].— Nassim Nicholas Taleb (@nntaleb) November 24, 2022

FINANZA DEL GIORNO: Perché le cripto non hanno una crisi di liquidità; ma hanno una crisi. Perché? Non c’è cash flow. Gli investimenti che non sono Ponzi devono avere (adesso) più del 5% di cash flow. Per un investitore di lungo periodo, il prezzo di mercato non è una questione importante se la compagnia genera cash [che viene pagato in dividendi o accumulato in asset]. 2) Il punto è che la blockchain, nonostante il grande hype, non è riuscita a produrre nulla di direttamente utile per produrre cash flow. Le entrate sono circolari, da cripto a cripto, con qualche babbeo che rimane nel mezzo.

Un’opinione molto dura che ricalca un po’ i temi utilizzati dalla maggior parte dei detrattori del mondo cripto, sebbene ci sarà da aggiungere qualche dettaglio e qualche angolo per avere una discussione, per chi volesse averla, più intelligente e più produttiva.

  • Le aziende che hanno cash flow non sembra stiano andando granché meglio
  • In diversi casi sono bastate trimestrali al di sotto delle aspettative per vedere giganti del tech – aziende solide con un cash flow altrettanto solido – perdere quasi quanto Bitcoin. I tassi e le aspettative sui rialzi degli stessi sembrano, almeno a nostro avviso, aver giocato un ruolo importante nell’andamento dei titoli e anche delle criptovalute.

  • È vero che molte delle cripto che sono cresciute a dismisura…
  • Erano in realtà frutto di schemi Ponzi in piena regola oppure ancora una volta sostenute da attori che stampavano metaforicamente denaro dal nulla. Il caso FTX è stato emblematico a riguardo e farà tristemente da metro di paragone per il futuro. Si possono avere posizioni più equilibrate senza pensare che in quanto detto da Taleb non ci sia nulla di degno di una riflessione.

  • La crisi di diversi operatori del settore è una crisi di liquidità
  • Bitcoin diverso dal resto: ma c’è qualcun altro da salvare?

    È un po’ il motivo che si ripresenta ad ogni grande crisi dell’intero comparto. Su Bitcoin c’è poco, almeno a nostro avviso, di cui dubitare anche in termini di utilità, anche per chi non volesse sposare le tesi più integraliste che lo vedono come unico bene economicamente scarso del mondo.

    Per il resto del comparto, per quanto riteniamo che dietro il commento di Taleb ci sia in parte della verità, ci saranno da fare diverse valutazioni. Senza però dimenticare chi sta offrendo già servizi (piacciano o meno) che generano cash flow (pensiamo su tutti a Ripple, ma non solo). O che stanno offrendo delle utilità importanti a grandi aziende, come sta facendo Polygon.

    Le blockchain sono anche infrastruttura e protocollo. E non ci pare che nessuno si sia mai scagliato contro il protocollo TCP/IP per non avere un cashflow immediatamente collegato. Quello sarà il compito delle aziende che costruiranno sopra questo tipo di infrastruttura. Sul fatto che l’economia basata su token e fee sia sostenibile (o degna di rialzi come quelli del 2020-21) si potrà discutere. Sull’utilità di taluni progetti, a nostro avviso, meno.

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