Coin News

Le GPU di NVIDIA sbloccano il 100% dell’hashrate

5 d ago3 min readOther
Le GPU di NVIDIA sbloccano il 100% dell’hashrate

NiceHash ha dichiarato di aver sbloccato completamente l’hashrate sprigionato dalle GPU della serie Lite Hash Rate (LHR) di NVIDIA.

NiceHash has successfully unleashed the locked computing power for millions of people worldwide! We are the first to FULLY UNLOCK NVIDIA's LHR!! You're welcome — NiceHash (@NiceHashMining) May 7, 2022

La serie RTX di NVIDIA sblocca un nuovo potenziale per il livello di hashrate

Lo sblocco è reso possibile dalla nuova release candidate v0.5.4.0 del loro software QuickMiner, utilizzabile però solo su Windows.

NiceHash dichiara anche che, grazie a questa novità, ora QuickMiner consentirebbe di guadagnare di più con il mining che sfrutta le LHR rispetto a qualsiasi altro software simile sul mercato, anche per chi utilizza un pool.

Cos’è QuickMiner

QuickMiner è un software per il mining progettato per essere facile da usare, con profili fluidi relativamente semplici da impostare per massimizzare i profitti.

È grazie a Excavator che riesce a sbloccare il 100% dell’hashrate delle LHR. Supporta tutte le varianti LHR ad eccezione di LHRv3 (RTX 3050 e RTX 3080 12 GB).

Su QuickMiner, con Excavator, si può minare Ethereum utilizzando LHR, mentre con XMRig si può fare mining con la CPU.

Grazie ad Excavator ora si può arrivare fino a 50 MH/s con RTX 3060 LHR, e fino a 120 MH/s con RTX 3080 Ti LHR.

Le GPU Lite Hashrate di NVIDIA sono state lanciate l’anno scorso in modo da costituire una migliore alternativa per il mining rispetto alle classiche Geforce, con l’obiettivo di ridurre domanda e costi di queste ultime. Infatti, nel corso degli anni l’impennata della domanda di GPU per il mining ne aveva fatto impennare i costi, a danno soprattutto di coloro che non le volevano utilizzare per tale scopo.

NVIDIA e i problemi con la SEC

Proprio NVIDIA è stata accusata dalla SEC di non aver fornito informazioni complete sull’impatto del crypto mining sul suo fatturato.

NVIDIA è una società quotata in borsa, quindi obbligata a comunicare alla SEC informazioni rilevanti sul suo business e soprattutto sulle fonti di introiti.

La SEC ha rilevato che nel 2018 la società non rivelò che il cryptomining era:

“Un elemento significativo della crescita dei suoi ricavi materiali dalla vendita delle sue unità di elaborazione grafica (GPU) progettate e commercializzate per i giochi”.

Secondo il capo della Crypto Assets and Cyber ​​Unit della SEC Enforcement Division, Kristina Littman, la mancata divulgazione di queste informazioni ha privato gli investitori di informazioni critiche per valutare l’attività dell’azienda.

La società, senza però ammettere o negare le accuse, si è accordata con la SEC accettando il pagamento di una penale di 5,5 milioni di dollari.

Alla divulgazione di questa notizia, venerdì, il titolo NVIDIA in borsa aveva perso più del 4,5%, ma nel giro di poche ora il prezzo è rimbalzato tanto da recuperare quasi tutte queste perdite.

Source

Subscribe to get our top stories

Coin News
App StoreApp Store