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FTX: vi stanno raccontando bugie! | CySEC e CONSOB dovrebbero…

4 d ago6 min readRegulation
FTX: vi stanno raccontando bugie! | CySEC e CONSOB dovrebbero…

Il rapporto tra FTX e regolatori europei e italiani è stato commentato più volte nelle ultime ore, in particolare da parte di testate generaliste, che non hanno fatto altro che eco alla fitta schiera di consulenti della compliance che chiedono a gran voce ulteriori regole per il mondo cripto.

Per quanto dura possa sembrare la mia posizione, ritengo che si tratti di commenti mal pensati, mal pensanti e probabilmente fatti da un nugolo di sedicenti professionisti che non ha mai messo piede su FTX, che non ha alcuna idea di come funzionino le regolamentazioni per gli intermediari finanziari in Europa e che hanno anche un interesse diretto affinché il settore cripto diventi un lungo percorso ad ostacoli, fatto di carte bollate, consulenze, analisi di terzi.

La situazione, lo ripeto a scanso di ogni equivoco, è molto complessa. Per fare chiarezza servirà capire di cosa stiamo parlando, di cosa è avvenuto sul piano regolamentare e del perché chi grida a più regole per il settore cripto o non ha capito nulla o fa finta di non aver capito, pregustandosi una torta di consulenze che potrebbe valere milioni soltanto in Italia.

Indice pagina

  • 1 .FTX e crypto: non è una questione di regole (almeno come ve la raccontano)
  • 2 .CONSOB, CySEC e le altre authority non avevano potere su FTX: FALSO
  • 2.1 .Inutile far finta che non esistano regole sull’omicidio quando ci scappa il morto
  • FTX e crypto: non è una questione di regole (almeno come ve la raccontano)

    Il riflesso è di quelli pavloviani: problemi per un operatore che trattava asset cripto ed è subito corsa a chi urla più forte, sui social (e in particolare su LinkedIn) sulla necessità di nuove regole per un settore che sarebbe, dicono sempre loro, un Far West. Un Far West nel quale sarebbero inevitabili conclusioni di questo tipo.

    Fesserie.

  • FTX era un intermediario che operava come exchange centralizzato
  • E qui è tutta la differenza per il Caso Terra Luna. Se nel crollo spettacolare del progetto di Do Kwon si poteva ragionevolmente discutere dell’anarchia di una certa parte del mondo cripto – in quel caso il problema era uno stablecoin algoritmico – farlo con FTX è folle, se non stupido o con altri tipi di interessi alle spalle.

    FTX è in primo luogo un exchange di criptovalute e di titoli finanziari che sono regolamentati in praticamente qualunque giurisdizione del globo. Sui titoli finanziari che vendeva tornerò con maggiore dovizia di particolari più avanti. Per ora ci basti sapere che FTX non ha messo in piedi protocolli truffaldini cripto, fatta eccezione per l’emissione di un token proprio che, già dalle prime analisi del bilancio della società tra attivi e passivi, si è rivelato essere ben poca cosa rispetto al disastro generale e diffuso in capo a Alameda e FTX.

  • Alameda e FTX hanno sottratto fondi degli utenti
  • Potremmo vederla anche da quest’altro angolo: FTX ha provato a fare riserva frazionaria mentre non ne aveva diritto e in assoluto spregio di regole alle quali aveva deciso di sottostare ottenendo licenze anche in Europa.

    In altre parole, ci sono già violazioni importanti delle regole che sono attualmente in vigore e che sono valide per tutti gli intermediari finanziari anche in Europa. Se poi c’è qualcuno che pensa che il furto o l’appropriazione indebita non sia regolamentate, si faccia avanti. Per evitare brutte figure segnalo che almeno sul nostro territorio sono normate sin dai tempi dei sette re di Roma. Ai tempi era prevista la vendetta del pater familias, poi si passò a metodi, se vogliamo, più civili per punire il reo.

    CONSOB, CySEC e le altre authority non avevano potere su FTX: FALSO

  • FTX vendeva titoli derivati
  • Indovinate un po’? Questo mercato è regolamentato in Europa (così come quasi ovunque) e ha costretto a FTX, al fine di operare in Europa, di dotarsi di licenza cipriota che è valida poi in tutto lo spazio dell’Unione.

    Al contrario di quanto vorrebbero però farvi credere, FTX seguiva almeno sulla carta diverse delle norme imposte su questo tipo di attività in Europa. Un esempio su tutte: gli utenti all’interno della piattaforma europea potevano accedere a una leva massima di 1:2, così come imposto da ESMA.

    Così come erano titoli derivati e pienamente all’interno del raggio potenziale di azione di CONSOB le azioni tokenizzate che l’exchange vendeva.

    Discorso ovviamente diverso per quegli utenti che erano dirottati sull’entità delle Bahamas che faceva comunque riferimento al gruppo.

  • Trading offshore
  • Stando all’enorme mole di documentazione che abbiamo raccolto con Criptovaluta.it, molti degli utenti hanno continuato ad accedere alla versione offshore dell’exchange, così da avere leva molto più elevata e condizioni di trading più libere.

    Lo sappiamo dall’intestatario dei bonifici in ricezione per depositare denaro sulla piattaforma, trasferimenti che molte volte sono stati effettuati verso l’entità bahamiana (tramite conto svizzero) e non verso K-DNA / FTX EU. Anche per questo specifico aspetto, ci risulta che le authority di vigilanza europee abbiano poteri enormi di intervento, compreso l’oscuramento del sito. Cosa che si è puntualmente verificata.

  • Fondi dei clienti
  • Secondo le normative CySEC che poi riprendono quelle valide su tutto il territorio sotto il controllo di ESMA, ci sono dei requisiti ben precisi per la custodia degli asset e dei capitali che sono di proprietà dei clienti. Basta guardare a qualche ricevuta di bonifico di versamento per rendersi conto del fatto che, con ogni probabilità, ci sono state irregolarità ricorrenti nella gestione di FTX.

    In una situazione del genere pensare che CONSOB non sia intervenuta perché non ha alcun tipo di potere sugli exchange cripto è follia. Semplicemente per il fatto che FTX non era soltanto un exchange di criptovalute, ma anche un dealer di titoli che rientrano appieno nelle attribuzioni delle autorità di vigilanza della finanza classica.

    Inutile far finta che non esistano regole sull’omicidio quando ci scappa il morto

    La situazione è un po’ quella di chi predica per l’inserimento nel codice penale di norme contro l’omicidio ogniqualvolta qualcuno ammazzi qualcun altro. Tali regole esistono, il fatto che esistono non impediscono purtroppo a qualcuno di contravvenire e di avere comportamenti criminali.

    Solo per quest’anno abbiamo avuto oltre 300 omicidi in Italia nonostante l’articolo 575 del Codice Penale esista da un pezzo. Vuol dire che le regole sono inutili? Ovviamente no. Vuol dire semplicemente che aggiungere altri articoli del codice penale che puniscano la stessa fattispecie è un esercizio retorico forse buono per LinkedIn ma che poco aggiunge ad una potenziale soluzione del problema.

    I comportamenti tenuti da Sam Bankman-Fried, dai suoi sodali e dalle società che controllavano sono già considerati attività criminali da quasi tutti i codici penali del mondo. Compreso quello delle Bahamas. E una parte molto rilevante delle attività di FTX non riguardava, almeno nei confronti del pubblico, neanche la compravendita di criptovalute, ma quella di titoli derivati.

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