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FTX: è ufficialmente FALLITA! | Bitcoin e crypto crollo TOTALE

11 Nov, 20224 min readBitcoin
FTX: è ufficialmente FALLITA! | Bitcoin e crypto crollo TOTALE

Evidentemente il tentativo di raccogliere miliardi di dollari per tappare buchi qui e lì non è andato a buon fine. Qualche minuto fa è diventato ufficiale l’avvio delle procedure di fallimento per FTX, exchange che soltanto 5 giorni fa appariva come uno dei più soliti, ricchi e redditizi di sempre.

E il wonder boy, anche per la politica americana, Sam Bankman-Fried si dimette da CEO, aggiungendo che seguirà la procedura soltanto come osservatore ma pronto ad offrire tutto il suo supporto. La notizia vera è che inclusa anche la divisione USA del gruppo, quella che in un primo momento era apparsa come la più solida del complesso apparato di società (sono oltre 130) gestite dal gruppo.

Una situazione che ha gettato ulteriormente nello sconforto il mercato di Bitcoin e delle criptovalute. Chi volesse fare trading o investimenti in queste fasi molto convulse per il mercato dovrà affidarsi possibilmente ad intermediari che offrano tutti gli strumenti utili per seguire questo tipo di eventi. Con l’affidabile piattaforma eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratis con tutti i top STRUMENTI per il trading – possiamo sfruttare, in particolare in momenti così convulsi, la nave scuola del conto demo gratis, che ci permette di farci le ossa sul mercato senza rischiare nulla, perché appunto consta di capitale virtuale.

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Per FTX è in fallimento

Con l’eccezione della divisione che si occupa di derivati negli USA, è fallimento totale e completo per FTX, l’exchange guidato da quello che era, fino a qualche giorno fa, uno dei personaggi più acclamati del mondo cripto, con un piede e mezzo nella porta di Washington e che invece oggi si dimette anche da CEO mentre il suo reticolato di società, sono più di 130, si avvia verso il fallimento.

Il tutto è stato annunciato tramite la pubblicazione sull’account ufficiale Twitter di FTX di un lungo comunicato stampa.

Press Release — FTX (@FTX_Official) November 11, 2022

FTX Trading LTD ha annunciato oggi che […] approssimativamente 130 compagnie affiliate, che costituiscono il gruppo FTX, hanno avviato la procedura volontaria ex Capitolo 11 del Codice della Bancarotta degli Stati Uniti d’America in Delaware, al fine di avviare un processo ordinato per revisionare e per monetizzare asset a beneficio di tutte le parti coinvolte.John J. Ray sarà nominato CEO del gruppo FTX. Sam Bankman-Fried si è dimesso dal suo ruolo di CEO e rimarrà disponibile ad assistere la transizione in modo ordinato. Molti dipendenti del gruppo FTX in diversi paesi dovrebbero continuare con il gruppo FTX e aiutare Ray e i professionisti indipendenti nelle loro operazioni durante le procedure previste Dal Capitolo 11.

Si tratta di una procedura volontaria e concordata, che premetterà al gruppo di recuperare più rapidamente i propri attivi, durante un periodo di grazia che permetterà maggiore libertà di movimento.

Chi è il nuovo CEO

Interessante la scelta del nuovo CEO. Si tratta infatti di un noto avvocato, John J. Ray III, lo stesso che seguì anche le procedure di fallimento di Enron, caso forse ancora più eclatante, almeno per l’opinione pubblica.

Una scelta che sembrerebbe essere stata accolta almeno dalla stampa americana come un ottimo passo in avanti per la procedura fallimentare. Avvio della procedura che però ha punito in modo importante tanto Bitcoin quanto il resto del mondo cripto, che brucia tutto il recupero che si è verificato nelle ultime ore.

La situazione rimane ad alta tensione e sarà il caso di seguire molto da vicino quanto accade, in particolare per chi dovesse ancora avere delle posizioni aperte sul mercato. Seguiranno, come sempre su Criptovaluta.it, aggiornamenti.

Con una storia che però ancora non si è chiusa, tanto per i soggetti direttamente coinvolti, quanto per i regolatori che dovranno spiegare molto, almeno in Europa. E con gli europei tutti che attendono risposte concrete da chi avrebbe detto di pensare lui al controllo dei requisiti degli intermediari sul mercato, almeno in presenza di licenze europee.

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