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FTX non è solo Bitcoin e cripto | Le COLPE dai GRANDI FONDI

7 d ago4 min readBitcoin
FTX non è solo Bitcoin e cripto | Le COLPE dai GRANDI FONDI

Al centro degli interessi della politica, ma non solo. Quella di FTX è una debacle anche del settore finanziario di alto profilo, quel settore finanziario fatto di grandi investitori e di quelli che sono – non si esagera qui – i padroni delle borse di tutto il mondo.

Scorrere la lista di chi ci ha rimesso penne e talvolta anche le matite nell’affaire FTX fa rabbrividire, perché evidentemente tanti tra gli investitori professionisti e tra i gruppi di grande profilo hanno dato credito, pur avendo più strumenti, a Sam Bankman-Fried tanto quanto hanno fatto piccoli investitori, anzi piccolissimi.

Regolamentato in Europa come intermediario di investimento da un decennio, con eToro possiamo comporre in autonomia il nostro portafoglio senza doverci per forza fidare di gruppi che si sono dimostrati non al top anche per una vicenda che tutti vogliono far passare come interna al mondo cripto e poco più.

In FTX la crema del capitalismo mondiale

No, non è stata soltanto una storia di cripto-appassionati in cerca di rendimenti degenerati. Per quanto i giornali stiano cercando uno spin di questo tipo, per trasformare questa vicenda in una questione solo interna al mondo degli investitori in Bitcoin e criptovalute, non lo è affatto. E basterebbe guardare in documenti pubblicamente disponibili per rendersene conto.

  • Sì, c’è anche BlackRock
  • Parliamo di uno gruppo che gestisce patrimoni superiori ai 10.000 miliardi di dollari e che ha partecipazioni importanti in tutti i grandi gruppi quotati in borsa, in tutto il mondo. BlackRock fattura oltre 14 miliardi annui. Tanto per citarne qualcuna in Italia, parliamo di un gruppo con partecipazioni importanti in Unicredit, RAI Way, Banco Popolare, Azimut, Intesa San Paolo e anche Telecom Italia. BlackRock ha anche partecipazioni importanti in Atlantia e in Generali.

    Senza che la lista sia di quelle complete, per gli USA possiamo indicare Apple, Amazon, Google, Tesla, Berkshire Hathaway, NVIDIA, Exxon, Procter & Gamble.

  • Sequoia Capital
  • Un fondo di VC che è tra i più famosi della Silicon Valley. Un investimento che è stato stimato in 200 milioni di dollari, che il gruppo non ha potuto che azzerare a bilancio.

    Anche qui la portata e il prestigio del fondo sono di primissima fascia, data la partecipazione in diverse delle principali aziende tech degli USA, tra le quali Apple e Google.

  • Temasek: il fondo sovrano di Singapore
  • Per chi dovesse avere ancora dubbi sul profilo assolutamente istituzionale di diversi degli investitori in FTX, c’è anche un fondo sovrano. È Temasek, fondo che ha investito milioni che non rivedrà mai più e che per quanto speculativo ci immaginiamo avere delle procedure di alto profilo per selezionare le aziende sulle quali investire.

  • Anche fondi pensione
  • Sarà una sorpresa per molti, ma dentro FTX in qualità di investitori troviamo anche dei fondi pensione. Nello specifico è il Fondo Pensione degli Insegnanti dell’Ontario, fondo che negli anni è diventato molto speculativo e che, cosa impensabile per i nostri fondi pensione, ha avuto anche partecipazioni e posizioni di controllo all’interno di importanti imprese sportive.

    A molti sembrerà assurdo che un fondo di questo tipo sia finito a investire in una società non quotata del mondo cripto come FTX. Ma tant’è, i numeri sono disponibili per tutti.

    Non è responsabilità di Bitcoin, non è responsabilità delle cripto, non è un nuovo caso Luna

    No, non siamo di fronte davanti ad un nuovo caso Terra Luna. Un caso che fu innescato dal fallimento – spettacolare per molti – del protocollo legato allo stablecoin. Quello sì, almeno ad avviso di chi vi scrive…totalmente interno al mondo cripto.

  • Investiva in un exchange con tanto di licenza europea, che aveva tutte le carte in regola per essere considerato un intermediario con tutte le garanzie possibili
  • Ha lasciato parte dei suoi averi su un exchange nel quale avevano investito gli alti papaveri della finanza
  • E che era il benvenuto anche al World Economic Forum. Il fallimento non è solo di SBF, ma anche di chi ha contribuito a fornirgli credibilità.

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