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Europa vuole nuove regole per Bitcoin e cripto | Stretta sull’anti-riciclaggio

16 Aug, 20223 min readBitcoin
Europa vuole nuove regole per Bitcoin e cripto | Stretta sull’anti-riciclaggio

Indietro tutta! Dopo aver approvato in fretta e furia il MiCA e aver minacciato la redazione di un ulteriore complesso di regole, ora l’UE sembrerebbe pronta a lanciare una nuova agency, che avrebbe il compito ingrato di regolare quasi in tutto e per tutto il mondo delle criptovalute e di Bitcoin.

Si tratterebbe in realtà di una agency dedicata all’Anti Riciclaggio, che supererebbe dunque almeno per il mondo cripto e blockchain la disciplina attuale, in una moltiplicazione di sedi di decisione che, almeno secondo gli analisti delle cose politiche che avvengono in Europa, potrebbe causare ancora più confusione.

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Indice pagina

  • 1 .Leggi, leggi, ancora più leggi
  • 1.1 .La falsa sicurezza percepita
  • 1.2 .E gli specialisti?
  • Leggi, leggi, ancora più leggi

    Se si muove, normalo. Se continua a muoversi, normalo ancora. Tutto questo fino a quando qualunque tipo di settore diventi un incubo burocratico, le cui operazioni rimangono ad appannaggio di pochi enormi moloch dei servizi, unici in grado di muoversi in una selva di leggi, regolamenti, autorizzazioni, licenze, bolli, firme e malleverie.

    Manca ormai solo la revisione del Concilio, per entrare in quella fase (di scarsissima trasparenza) che va sotto il nome di trialoghi, ovvero una fase durante la quale dialogano le tre maggiori istituzioni dell’Unione Europea. E se così dovesse passare, avremmo un ulteriore ente, l’AMLA, che avrà come obiettivo quello di coprire il mondo cripto, indagando su aziende del settore ad alto rischio in via diretta.

    La falsa sicurezza percepita

    Vedremo come si evolverà questa situazione. Quel che rimane chiaro a tutti coloro i quali hanno studiato certe tematiche è che l’intervento salvifico del legislatore è qualcosa più per i libri di favole che per i libri di storia. Facciamo l’esempio di quanti tra i politici di rango europeo stanno affermando che con il MiCA e con le leggi sugli Stablecoin di nuovo conio non avremmo assistito al disastro di Terra Luna. Al massimo si tratta di wishful thinking, perché al massimo tali leggi avrebbero potuto impedire la quotazione di certi token sugli exchange che sono dotati di licenza europea.

    Questo semplicemente non è vero, perché in realtà oltre a bandire il token dagli exchange con licenza europea, tutto il resto sarebbe rimasto esattamente uguale, con gli europei che avrebbero avuto comunque accesso a sistemi come Anchor. Quindi no, non è vero che delegando all’Europa (ma lo stesso sarebbe con gli stati nazionali) ci troveremo al riparo da ogni tipo di rischio e di truffa, organizzata o meno.

    E gli specialisti?

    Rimane inoltre aperta la questione specialisti. Qualche giorno fa le istituzioni avevano lanciato l’allarme, dichiarando che sarebbe stato difficilissimo trovare specialisti per implementare le regole contenute nel MiCA, oggi invece dobbiamo fare i conti con ulteriori regole, che colpiranno in modo più gravoso i soggetti coinvolti.

    Chi potrà permettersi di rispettarle? A quali costi? Con quali strutture? Cosa ne sarà del libero mercato degli operatori cripto? Sono domande alle quali si dovrebbe rispondere prima dell’implementazione di un ulteriore pacchetto di leggi. Ma anche questa volta, questo è il timore, ne parleremo con ogni probabilità dopo.

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