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Dopo quattro anni, il Giappone ripristina il suo primo cripto ATM

4 Aug, 20223 min readOther
Dopo quattro anni, il Giappone ripristina il suo primo cripto ATM

I Crypto ATM — o BTM, secondo la terminologia locale — sono tornati in Giappone dopo una pausa durata quattro anni. Gaia Co.Ltd, cripto exchange locale, ha annunciato martedì che presto distribuirà BTM che supportano Bitcoin (BTC), Ether (ETH), Bitcoin Cash (BCH) e Litecoin (LTC).

Nonostante i bancomat per Bitcoin abbiano fatto il loro debutto a Tokyo già nel 2014, il Paese non ha più visto alcun ATM attivo dal cripto winter del 2018, durante il quale l'exchange locale Coincheck è stato violato per 530 milioni di dollari, mettendo in ginocchio il settore locale e spegnendo l'interesse per i bancomat cripto.

Inizialmente i BTM saranno installati a Tokyo e Osaka, ma l'azienda ha previsto di installarne 50 in tutto il Paese entro i prossimi 12 mesi. La società ha inoltre dichiarato che spera di aumentare le installazioni a 130 entro nei prossimi tre anni.

I BTM consentiranno agli utenti di prelevare un massimo di 747$, o 100.000 yen giapponesi, per transazione, con un tetto massimo di prelievo di 2.243$, o 300.000 yen, al giorno. I prelievi limitati fanno parte delle misure di conformità all'antiriciclaggio (AML).

Secondo quanto riportato mercoledì da Mainichi Shimbun, organo di stampa locale, la mossa di Gaia segnerà la prima volta che una società cripto, registrata a livello nazionale, installerà degli sportelli bancomat in Giappone.

Per prelevare fondi dai BTM, gli utenti devono registrarsi presso la società per ottenere una carta speciale che garantisca loro l'accesso. Una volta approvata, gli utenti possono inviare beni in criptovaluta al BTM tramite uno smartphone e poi prelevare l'importo in contanti.

I bancomat cripto contribuiranno ad accelerare l'attuale processo di prelievo nel Paese, che spesso richiede alcuni giorni per trasferire i fondi da un exchange a un conto bancario locale, ha osservato il giornale locale.

Riemerge l'interesse per le criptovalute?

L'hack di Coincheck, insieme a quello da 500 milioni di dollari avvenuto nel 2014 ai danni della criptovaluta Mt. Gox, ha fatto sì che il governo optasse per un approccio non vincolante, assegnando la supervisione all'agenzia di autoregolamentazione Japan Virtual Currency Exchange Association (JVCEA). Tuttavia, sembra che quest'anno il governo abbia rinnovato l'interesse ad aiutare il mercato a prosperare.

Come già riportato a luglio, l'Agenzia giapponese per i servizi finanziari (FSA) ha lanciato un "severo avvertimento" alla JVCEA, affinché acceleri l'introduzione della normativa antiriciclaggio. Nel frattempo, il primo ministro Fumio Kishida ha anche invitato l'ente ad accelerare il lungo processo di screening delle richieste di quotazione di nuovi asset digitali sugli exchange locali.

Il mese scorso, Cointelegraph ha riferito che il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria (METI) ha aperto il suo storico Ufficio per le politiche Web3 presso la Segreteria del Ministro. La nuova entità lavorerà per sviluppare un ambiente commerciale innovativo, insieme all'introduzione di una regolamentazione a sostegno del settore.

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