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David Bowie avrà i suoi NFT | Ma la collezione scatena anche qualche polemica

7 Sep, 20223 min readNFT
David Bowie avrà i suoi NFT | Ma la collezione scatena anche qualche polemica

Anche David Bowie, alla fine, è arrivato postumo a esplorare la musica on chain, e al servizio di una causa umanitaria di elevata caratura. Un gruppo di artisti sta per lanciare una collezione NFT dedicata al Duca Bianco i cui proventi saranno interamente girati a CARE, una no-profit al servizio dei meno abbienti.

Le opere digitali saranno vendute su OpenSea, che presterà alla causa la sua piattaforma. Iniziativa lodevole e che farà piacere ai tanti appassionati del compianto musicista. Tra questi però c’è anche qualche nome illustre che non ha mancato di esternare critiche, a nostro avviso sterili.

All’interno di questa piattaforma troviamo anche gli Smart Portofolios dedicati anche a NFT e Metaverse, per chi dovesse preferire un prodotto diversificato. E per gli amanti del trading automatico abbiamo anche il CopyTrader, sistema che ci permette di investire copiando i più bravi, senza remore e con un solo click. Bastano 50$ per passare ad un conto reale.

David Bowie in NFT: ecco l’iniziativa

L’iniziativa rende il giusto omaggio a una tra le figure più importanti della scena pop internazionale di tutti i tempi. E anche descritta in questo modo, l’immagine di David Bowie non riceve il meritato tributo. Le parole non saranno mai sufficienti per descrivere le emozioni che il re del glam rock ha regalato ai fan, e non solo, nell’arco della sua immensa carriera.

Un poeta, prima ancora che musicista, la cui sete di conoscenza fu talmente grande da spingerlo a coltivare altre forme espressive quali cinema e pittura. Il suo nome campeggia assieme a quello di David Lynch nei titoli di Twin Peaks: Fire Walk with Me, tanto per fare un esempio.

Ma è un altro nome, quello di Iman Mohamed Abdulmajid, a legare il proprio destino con quello del Duca Bianco. Conosciuta più semplicemente come Iman, la modella somala è stata moglie di David Bowie dal 24 aprile 1992 fino a quando il male non glie l’ha strappato via il 10 gennaio 2016.

How about we just don't with the NFT guff and just raise money for charity without using a pyramid scheme— Bashmore (@bashmore) September 6, 2022

Sarà OpenSea a fornire la piattaforma sulla quale verranno vendute le opere a memoria del Duca Bianco, per un’iniziativa che si prende gli applausi della scena musicale internazionale, ai quali si aggiungono quelli che arrivano dal mondo della blockchain, con la nostra redazione in prima fila.

Iniziativa che a conferma dell’impatto positivo suscitato sul comparto, vedrà impegnati alcuni dei più autorevoli analisti celebrare la memoria dell’artista, con tanto di hashtag #BowieOnTheBlockchain. Tutti contenti quindi?

Reazioni contrastanti: la solita solfa

Non proprio, perlomeno a vedere la reazione quantomeno scomposta di qualche soggetto armato di tweet, e impropriamente aggiungeremo. Per fare degli esempi, qualcuno ha invitato a non dare vita all’iniziativa, tirando in ballo presunti schemi piramidali dietro alla tecnologia dei NFT.

Alla schizofrenia di tale bashmore fa eco l’amara ironia di Duncan Jones, che critica aspramente i Non Fungible Token ironizzando sull’efficacia della blockchain nel certificare unicità e proprietà dei token. Nel tentativo non troppo velato di far passare i NFT sostanzialmente come scam. La cosa triste è che Duncan Jones è il figlio di David Bowie, al secolo David Robert Jones.

Critiche del genere tuttavia non sono una novità nell’ambiente, e al netto del nome di chi se ne fa portavoce, risultano nella quasi totalità dei casi sterili e senza alcun fondamento, anzi: i NFT sono uno strumento utile alla musica e ai fan prima ancora che all’industria discografica.

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