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Continua la telenovela di FTX, e Binance accusa un altro exchange

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Continua la telenovela di FTX, e Binance accusa un altro exchange

Quella di FTX sembra una vera e propria telenovela e Binance sfrutta il momento di caos del mercato per assicurarsi altre quote di mercato.

Dopo la dichiarazione di bancarotta, e le dimissioni di Sam Bankman-Fried (SBF) da CEO della società, hanno iniziato a circolare voci relative ad una possibile fuga all’estero.

L’ex CEO starebbe cercando di raggiungere Dubai, ovvero un Paese che non ha accordi con gli USA per un’eventuale estradizione. In un primo momento si sospettava che fosse andato in Argentina, dato che il suo jet privato risultava atterrato a Buenos Aires, ma a quanto pare sarebbe ancora alle Bahamas.

Invece l’ex CEO di Alameda Research, Caroline Ellison, sarebbe già fuggita ad Hong Kong, sempre con l’intento di andare a rifugiarsi a Dubai.

SBF dall’11 novembre, ovvero dal momento della dichiarazione della bancarotta, non aveva più twittato, ma questa notte ha pubblicato un nuovo tweet criptico in cui dice solo “1) What 2) H”.

1) What— SBF (@SBF_FTX) November 14, 2022

Caroline Ellison, invece, non twitta più dal 9 novembre.

La sede alle Bahamas di FTX

A proposito della sede della società situata a Nassau, sulle isole Bahamas, si è scoperto che era situata in un palazzo di proprietà, a One Cable Beach, acquistato da SBF a fine del 2021 per 2 milioni di dollari. One Cable Beach è un complesso condominiale di lusso sulla spiaggia.

Ma nel corso di questo 2022, in pieno bear market, la controllata FTX Property Holdings ha speso altri 74 milioni di dollari per acquistare altre proprietà alle Bahamas. In particolare 67 milioni sono stati investiti in proprietà site all’interno del resort di lusso Albany Bahamas a New Providence.

Si tratta di immobili acquistati a titolo definitivo, in cui viveva la vera e propria comunità del team di gestione del gruppo. Ovviamente ora anche FTX Property Holdings è in fallimento.

Una nota di colore: Nassau storicamente è nota anche e soprattutto per essere stata la sede della cosiddetta “Repubblica dei Pirati” creata ad inizio del diciottesimo secolo da alcuni famosi pirati dei Caraibi.

Il buco miliardario nei conti di FTX

La comunità del team di gestione del gruppo, che viveva nel lusso alle Bahamas, aveva però creato un enorme buco nel bilancio e soprattutto nelle riserve dell’exchange.

Secondo il Financial Times, FTX custodiva circa 9 miliardi di dollari di depositi dei loro clienti, ma in realtà aveva riserve liquide solamente per un miliardo. Gli altri 8 miliardi o non erano liquidi, e quindi non utilizzabili per gli eventuali prelievi, o semplicemente erano stati spesi dalla società.

Parte di quel denaro era stato prestato ad Alameda Research, ovvero la società del gruppo FTX che si occupava di trading e investimenti.

Il Wall Street Journal ha rivelato che sia il CEO di Alameda che i dirigenti senior di FTX erano perfettamente consapevoli del fatto che quel denaro provenisse dai depositi dei clienti.

In altre parole, non solo FTX sottraeva denaro dai depositi dei clienti per investirlo in attività ad alto rischio, ovviamente senza il loro consenso, ma all’interno della comunità del team di gestione del gruppo tutto ciò era ampiamente noto.

Non appena le attività di speculazione ed investimento di Alameda hanno iniziato a produrre perdite, FTX si è trovato scoperto per quanto riguarda le coperture dei depositi del loro clienti, così da non poter più soddisfare tutti i prelievi.

Il token FTT di FTX: Binance corre ai ripari

La telenovela comprende anche ciò che sta accadendo al token FTT di FTX.

Dopo aver perso il 93% del proprio valore in una sola settimana, ed il 98% dai massimi, si sono anche scoperti movimenti sospetti.

Non a caso Binance ha deciso di sospendere a tempo indeterminato i depositi di questi token, visto che sono stati rilevati on-chain movimenti sospetti ad opera degli stessi indirizzi con cui era stato registrato lo smart contract.

In particolare risulta che lo smart contract dei token FTT abbia creato 192 milioni di nuovi token, per poi inviarli ad un wallet appena creato. Il valore di mercato teorico di questi token sarebbe di circa 380 milioni di dollari .

Questa iniziativa è avvenuta qualche tempo dopo l’hack che ha sottratto diverse centinaia di milioni di dollari dai wallet di FTX.

Prima della creazione di 192 milioni di nuovi token la circulating supply era di circa 133 milioni di token, quindi con questa iniziativa è più che raddoppiata.

Stupisce che FTT ad oggi abbia ancora un valore di mercato superiore al minimo storico di settembre 2019.

Elon Musk e SBF per l’acquisizione di Twitter

Da notare che Elon Musk ha riferito che SBF si era offerto di partecipare all’acquisto di Twitter mettendoci alcuni miliardi di dollari.

Tuttavia Musk ha anche detto che questa offerta aveva attivato il suo “bs detector”, dove bs probabilmente è l’abbreviazione di “bu**sh**”.

A dire il vero in un primo momento, ovvero ad aprile, sembrava che Musk potesse accettare questa offerta, ma quando ha portato a compimento l’acquisizione, ad ottobre, non c’era traccia di SBF o FTX nella lista dei suoi investitori.

Occorre anche aggiungere che SBF è vicino alla fazione politica statunitense dei democratici, mentre Elon Musk in questo momento promuove quella repubblicana, e ad ottobre gli USA erano in piena campagna elettorale per le elezioni di mid term.

Binance “ruba” quote di mercato, FTX è quasi fuori

Come se la situazione non fosse già abbastanza calda, Binance ha deciso di attaccare anche un altro concorrente.

Sebbene la vicenda FTX abbia avuto inizio grazie ad alcune rivelazioni di alcune testate giornalistiche sui conti per nulla buoni di Alameda Research, è stato il co-fondatore e CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao, a sferrare il primo attacco di tipo finanziario. Infatti, disse che voleva sbarazzarsi di tutti i token FTT ancora in portafoglio.

FTX era uno dei grandi concorrenti di Binance a livello globale, e fin da subito questo è sembrato un chiaro attacco per danneggiare in qualche modo un potente concorrente.

Infatti, non a caso, SBF ad un certo punto dichiarò anche in maniera piuttosto esplicita che CZ aveva vinto questa specie di battaglia.

Ora Binance sembra abbia iniziato a prendersela anche con un altro concorrente.

Pur non avendolo citato esplicitamente, sembra che il nuovo bersaglio sia Crypto.com.

Probabilmente non è un caso che negli ultimi giorni il token CRO di Crypto.com abbia perso il 46% del proprio valore di mercato.

Tutto parte dalla constatazione di CZ che la situazione attuale potrebbe ragionevolmente far fallire altre società crypto.

Infatti, sono già note alcune società che avevano fondi in deposito presso FTX e che ora di fatto li hanno persi. Ad esempio, BlockFi ha dovuto sospendere i prelievi proprio a causa di tali ammanchi.

Ma l’attacco a Crypto.com segue la vicenda dei massicci spostamenti di token tra i wallet dell’exchange, in modo da rendere pubbliche e verificabili le proprie riserve.

A dire il vero anche Binance sta facendo qualcosa di simile, ma CZ ha colto l’occasione di quei movimenti di Crypto.com per affermare che se un exchange deve spostare grandi quantità di criptovalute prima o dopo aver rivelato gli indirizzi dei propri wallet, è un chiaro segno di problemi.

In effetti Binance non pare abbia dovuto effettuare grandi movimenti on-chain per dimostrare le proprie riserve, ma si è limitata a rendere noti gli indirizzi pubblici. Crypto.com, invece, prima di rendere noti gli indirizzi ha dovuto spostare un po’ di fondi probabilmente per concentrarli, e CZ ha colto la palla al balzo per attaccarlo.

Va tuttavia aggiunto che ad oggi non risulta alcun problema di operatività su Crypto.com, se non un lieve rallentamente dei prelievi a causa probabilmente dell’enorme richiesta.

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