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Il consumo energetico di BTC è schizzato del 41% in 12 mesi, aumentando i rischi normativi legati al crypto mining

6 d ago4 min readMining
Il consumo energetico di BTC è schizzato del 41% in 12 mesi, aumentando i rischi normativi legati al crypto mining

Bitcoin (BTC) ha registrato un aumento del 41% del consumo energetico su base annua (YoY) nonostante i notevoli miglioramenti nell'efficienza energetica e un mix energetico più diversificato e sostenibile — tuttavia si teme che l'aumento possa portare a una stretta da parte delle autorità di regolamentazione sull'attività di mining.

I dati provengono da un rapporto Q3 2022 del Bitcoin Mining Council (BMC), che rappresenta 51 delle maggiori società di mining Bitcoin al mondo.

Il rapporto ha rilevato che il mining di Bitcoin consuma lo 0,16% della produzione globale di energia, un po' meno dell'energia consumata dai giochi per computer secondo il BMC — e una quantità considerata "irrilevante di energia globale".

Il mining di Bitcoin emette anche lo 0,10% delle emissioni di carbonio a livello mondiale, quantità che il BMC considera "trascurabile".

L'aumento del consumo energetico di Bitcoin arriva mentre l'hashrate della rete è aumentato dell'8,34% nel Q3 2022 e del 73% su base annua, nonostante la produzione di un minor numero di blocchi e la pressione al ribasso sui prezzi.

Nel Q3 2022, l'efficienza del mining di #Bitcoin è aumentata del 23% su base annua e il mix di energia sostenibile è stato del 59,4%, superiore al 50% per il 6° trimestre consecutivo. La rete è risultata più sicura del 73% rispetto all'anno precedente, utilizzando solo il 41% di energia in più, e ora rappresenta il 99% di tutta la potenza di hashing delle criptovalute. — Michael Saylor⚡️ (@saylor) October 18, 2022

In Q3 2022, #Bitcoin mining efficiency increased 23% YoY, and sustainable power mix was 59.4%, above 50% for the 6th quarter in a row. The network was 73% more secure YoY, only using 41% more energy, and is now 99% of all crypto hashing power.— Michael Saylor⚡️ (@saylor) October 18, 2022

Glassnode, società di analisi dati blockchain, ritiene che "l'aumento dell'hashrate dipenda dai nuovi hardware di mining più efficienti e/o dai miner con budget più elevati che detengono una quota maggiore della rete di hash power".

Sebbene il rapporto sostenga che l'efficienza del mining di Bitcoin sia aumentata del 23% su base annua e del 5.814% negli ultimi otto anni, un ulteriore aumento del consumo energetico complessivo potrebbe attirare le ire dei regolatori che stanno esaminando la questione.

La pressione sui miner di Bitcoin sta aumentando da parte degli ambientalisti che sostengono che il consumo di energia sia dannoso per l'ambiente. Greenpeace sta attualmente conducendo la campagna "Cambia il codice, non il clima" per incoraggiare la rete Bitcoin a passare alla proof of stake, tuttavia l'account ufficiale ha finora raccolto solo 1100 follower.

FATTO: il mining di #Bitcoin sta causando milioni di tonnellate di nuovo inquinamento da riscaldamento globale negli Stati Uniti.MITO: Bruciare il metano "di scarto" può rendere più ecologico bitcoinREALTA': Bruciare il gas di scarto non riduce in alcun modo il consumo di combustibili fossili e anzi mantiene aperti i vecchi pozzi di gas — Greenpeace USA (@greenpeaceusa) October 17, 2022

FACT: #Bitcoin mining is driving millions of tons of new global warming pollution in the USMYTH: Burning "waste" methane can green bitcoinREALITY: Burning waste gas does nothing to reduce fossil fuel consumption and is even keeping old gas wells open — Greenpeace USA (@greenpeaceusa) October 17, 2022

Il 18 ottobre, l'Unione europea (UE) ha pubblicato una documentazione che delinea un piano d'azione per l'attuazione del Green Deal europeo e del piano REPowerEU — con entrambi che prevedono di tenere sotto controllo le attività di cripto mining e i loro effetti sull'ambiente.

Lo European Blockchain Observatory and Forum (EUBOG) ha inoltre suggerito all'UE di adottare misure di contenimento per ridurre gli impatti negativi sul clima causati dal settore degli asset digitali.

Il suggerimento è già stato in parte messo in pratica: l'UE ha chiesto ai suoi Stati membri di "attuare misure mirate e proporzionate per ridurre il consumo di elettricità dei miner di criptovalute" al fine di contrastare la forte riduzione dell'energia fornita dalla Russia.

La spinta verso una regolamentazione più severa arriva nonostante l'UE abbia respinto a marzo una proposta che avrebbe imposto un divieto totale sul crypto mining.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i movimenti normativi sembrano essere un passo indietro rispetto alla controparte europea.

A settembre il White House Science Office ha pubblicato un documento di 46 pagine che analizzava le implicazioni climatiche ed energetiche dei cripto-asset, tuttavia sono state raggiunte conclusioni contrastanti e non è ancora stato elaborato alcun piano significativo.

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