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Colorado: il primo Stato USA ad accettare Bitcoin per le tasse

3 d ago3 min readBitcoin
Colorado: il primo Stato USA ad accettare Bitcoin per le tasse

I residenti del Colorado avranno ora la possibilità di pagare le tasse in Bitcoin o in altre criptovalute.

Il Colorado aggiunge il Bitcoin per pagare le tasse

Proprio ieri, è stato annunciato che nello Stato del Colorado, USA, le tasse potranno essere pagate in Bitcoin e altre crypto.

BREAKING: Colorado becomes first US state to accept #bitcoin as payment for taxes — Bitcoin Magazine (@BitcoinMagazine) September 20, 2022

Per farlo, l’unica condizione è che il pagamento dovrà passare esclusivamente per un account PayPal.

Questo rappresenta un grande passo in avanti per l’intera community e, soprattutto, per il Colorado, che è il primo Stato in USA ad avanzare un’iniziativa del genere.

Secondo quanto riportato da Axios Denver, la notizia era stata già anticipata lunedì dal Governatore del Colorado, Jared Polis, durante la Denver Startup Week.

Stando a quanto dichiarato, le tasse coperte da questo nuovo servizio sono:

  • imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • imposta sul reddito d’impresa;
  • imposta sulle vendite e sull’uso;
  • ritenuta d’acconto;
  • imposta sul licenziamento;
  • accisa sul carburante.
  • Il Dipartimento delle Entrate del governo statale ha già aggiunto le “criptovalute” nella lista dei metodi di pagamento supportati. Insieme alle crypto, saranno presenti le immancabili carte di credito e di debito e i contanti.

    Lo stesso Dipartimento ci tiene a specificare che:

    “Solo gli account privati di PayPal posso pagare usando le criptovalute. Gli utenti dovranno avere l’intero importo della fattura in una sola criptovaluta all’interno del loro ‘PayPal Cryptocurrencies Hub’”.

    Ai cittadini che decideranno di usufruire delle crypto per pagare le proprie tasse nel Paese, gli verrà aggiunta una commissione di $1. A questa ne verrà sommata un’altra pari all’1,83% dell’intero importo.

    Il Colorado, comunque sia, ha deciso di non detenere Bitcoin e altre crypto. Al contrario, ha optato per una conversione istantanea in valuta fiat. Di sicuro, per eliminare l’esposizione all’elevata volatilità del mercato crypto.

    Il rapporto tra Stati Uniti e criptovalute

    Gli Stati Uniti stanno ponendo molto impegno per diventare uno dei posti più crypto-friendly al mondo. Inoltre, decisioni come quella del Colorado sono di grande aiuto per il settore, perché spianano la strada verso l’adozione di massa.

    Ci vorrebbero, però, maggiori incentivi economici che spingano le persone ad adottare le criptovalute nella loro quotidianità.

    L’accesso deve essere semplice e più conveniente rispetto agli altri metodi di pagamento.

    Negli Stati Uniti, il Colorado non è l’unico Paese a lavorare sullo sviluppo del mercato delle criptovalute. Infatti, è bene citare il caso del Texas, che grazie alla fornitura di energia a basso costo, sta tentando di attrarre più imprese possibili che svolgono l’attività di crypto mining.

    L’obiettivo è quello di diventare l’hub principale e il punto di riferimento mondiale per questo settore.

    Le autorità di vigilanza dei mercati e della Borsa USA non stanno di certo rendendo il lavoro semplice. Si è alla ricerca di una regolamentazione sempre più stringente, che richiede un eccessivo controllo e monitoraggio. Fattori che non vanno troppo d’accordo con la natura e l’ideologia decentralizzata delle criptovalute.

    La Securities and Exchange Commission (SEC), ad esempio, sta combattendo con i denti serrati pur di vincere l’infinita battaglia contro Ripple. L’esito di tale causa sarà determinante per il futuro del mercato stesso, perché aprirà o chiuderà le porte alla più grande minaccia di molte criptovalute esistenti: cadere sotto la definizione di “security”.

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