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Coinbase sta finanziando una causa di utenti di Tornado Cash contro il Tesoro americano

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Coinbase sta finanziando una causa di utenti di Tornado Cash contro il Tesoro americano

Coinbase sta sostenendo finanziariamente una causa intentata giovedì contro il Dipartimento del Tesoro da sei utenti di Tornado Cash, recentemente sanzionato, e che ha portato all’arresto di uno sviluppatore della società.

Coinbase aiuta alcuni utenti di Tornado Cash nella loro causa

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, l’exchange di criptovalute americano, Coinbase, quotato al Nasdaq, starebbe finanziando una causa intentata da un gruppo di utenti di Tornado Cash, il mixer di criptovalute, dichiarato illegale per supposti utilizzi criminali della sua piattaforma.

Per questo motivo un gruppo di utenti ha intentato una causa legale contro questa decisione presa dal dipartimento del Tesoro americano, perché si tratterebbe di un’ingiusta ingerenza nell’attività di un’azienda privata. I sei querelanti includono dipendenti Coinbase e altri utenti del servizio di missaggio che è stato inserito nella lista nera dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro ad agosto.

Coinbase ha deciso di supportare la causa intentata dai suoi utenti di Tornado Cash per difendere l’integrità e la libertà del settore crittografico, che sarebbe in questo modo, a suo avviso, messa in pericolo. “Costruisce un pericoloso precedente”, ha detto alla CNBC il Chief Legal Officer di Coinbase, Paul Grewal.

La causa portata avanti dai 6 utenti del mixer di criptovalute, si basa sul presupposto che il Tesoro abbia oltrepassato la sua autorità legale sanzionando il software, piuttosto che una persona o un’entità. E afferma che il dipartimento avrebbe violato i diritti del Primo Emendamento dei querelanti, impedendo loro di utilizzare uno strumento che consentisse loro di esercitare la loro libertà di parola.

Grewal ha affermato:

“Ci siamo resi conto che all’interno di Coinbase avevamo dipendenti che facevano affidamento su Tornado Cash per fare cose come donare denaro ai soccorsi in Ucraina e per proteggere le loro transazioni e le informazioni salariali da occhi indiscreti”, ha affermato. “La gente comune che fa cose ordinarie è stata improvvisamente travolta da designazioni che non avevano basi legali”.

In cosa consisteva il servizio di Tornado Cash

Il programma Tornado Cash permetteva di prelevare i fondi da diverse fonti, quindi mescolando le crypto depositate dagli utenti in pool comuni, una funzione che mira a rompere la tracciabilità dei token digitali sul registro pubblico, noto come blockchain, e garantire, quindi, un pieno e completo anonimato delle transazioni. Ed è proprio questo aspetto che secondo il Tesoro americano avrebbe permesso di operare gravi abusi. Tornado Cash avrebbe elaborato più di 7 miliardi di dollari di criptovalute dal suo lancio nel 2019.

Secondo coloro che sostengono la causa di Tornado Cash, la maggior parte di quella somma è stata legittimamente acquisita in criptovaluta. Ma a giugno e luglio, secondo la società di analisi blockchain TRM Labs, il 41% dei fondi che sono passati attraverso il programma erano collegati ad hack e altri furti.

Ma proprio l’avvocato che segue la causa per Coinbase ha sostenuto che questo sistema permetterebbe di tutelare al massimo la privacy e può essere utilizzato a scopi benefici. Per rafforzare questa tesi, cita il caso di un analista dei rischi per la sicurezza presso Coinbase, che avrebbe utilizzato appunto Tornado Cash e questa sua possibilità di rendere le transazioni completamente anonime, per effettuare alcune donazioni all’Ucraina in guerra, evitando il rischio che il suo indirizzo potesse essere preso di mira da gruppi di hacker russi.

Grewal, ex vice consigliere generale di Facebook, ha poi affermato che se la causa del Tesoro americano avesse successo, potrebbe avere un effetto dannoso sull’innovazione e non solo sul settore crittografico. Ha paragonato lo scenario di Tornado Cash alla polizia che insegue rapinatori armati su un’autostrada. Per catturare i criminali, “non potremmo certo vietare l’uso completo di quell’autostrada”. Grewal ha affermato che è stata la prima volta che Coinbase ha sostenuto finanziariamente una causa esterna e prevede di pagare gli avvocati dei querelanti, nonché altri costi associati al processo.

I motivi dell’avvio del procedimento giudiziario

I 6 querelanti, a cui potrebbero presto aggiungersene altri, sostengono nella loro arringa processuale che la causa intentata dal Tesoro contro il mixer di criptovalute, avrebbe causato danni finanziari poiché i loro soldi sono ancora bloccati su Tornado Cash, senza la possibilità di essere toccati.

Coinbase è da tempo in prima fila nel collaborare con le autorità finanziarie per arrivare a quella famosa regolamentazione del settore, che continua a tardare, ma proprio per questo ha deciso di opporsi ad una decisione come quella di vietare le attività di Tornado Cash, che nei mesi scorsi hanno visto anche l’arresto in Olanda di uno sviluppatore della società.

Grewal ha concluso spiegando che:

“Abbiamo sostenuto la riforma normativa in tutta Washington e quel lavoro continuerà. Possiamo continuare a collaborare e collaborare con le agenzie che sono state contestate in questo caso, perché non si tratta di mettere in discussione la buona fede di nessuno, ma di garantire che si applichi lo stato di diritto”.

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