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Cardano: ecco Vasil, hard fork storico | Principali novità per chi programma (e investe)

21 Sep, 20224 min readAltcoins
Cardano: ecco Vasil, hard fork storico | Principali novità per chi programma (e investe)

Domani sarà il gran giorno di un altro hard fork ai piani alti del mondo delle criptovalute. Toccherà a Cardano con il suo Vasil Hard Fork, che porterà diverse novità all’interno dell’ecosistema guidato da Charles Hoskinson. Delle novità che punteranno a rendere Cardano competitiva in un contesto di layer 1 sempre più affollato e con grandi cambiamenti che hanno coinvolto o andranno a coinvolgere altri progetti.

Un passaggio di enorme importanza, con qualche minimo ritardo nelle settimane scorse a causa di problemi tecnici rilevati sulla test net, e che domani sarà tra noi. Qualcosa da comprendere sia per definire il quadro tecnologico entro il quale si muoverà Cardano, sia per capire se si avranno effettivamente dei vantaggi da questo tipo di attività anche per gli investitori.

Sempre grazie a questo intermediario abbiamo accesso a strumenti unici come il CopyTrader, sistema di copia dei migliori che ci permette di investire anche dopo aver guardato e spiato le loro mosse. E possiamo anche muoverci con gli Smart Portfolios che invece aprono a panieri cripto assortiti. Con 50$ possiamo passare al conto reale di trading.

Arriva Vasil di Cardano: tutto quello che c’è da sapere

  • Reference input
  • Un aggiornamento che permetterà il data sharing direttamente sulla blockchain del progetto. Non sarà in altre parole più necessario spendere l’output di dele transazioni per accedere alle informazioni. Ci saranno ora delle reference, una sorta di puntatore che permetterà di ottenere dati, appunto, senza andare a spendere le transazioni alle quali informazioni vogliamo accedere. Prima sarebbe stato necessario spendere il contenuto della transazione e ricreare le UXTO.

  • Reference scripts
  • Anche questo è una sorta di puntatore. Fino a Plutus dovevamo necessariamente inserire lo script all’interno delle transazioni che volevano spendere un output lockato in suddetto script. Questo causava dimensioni più importanti delle transazioni, che aveva effetti anche sulle teempistiche di esecuzione degli script stessi. Dopo l’aggiornamento sarà possibile per gli sviluppatori fare riferimenti allo script senza includerlo nelle transazioni stesse.

  • serialiseData
  • Che avrà come effetto diretto l’utilizzo di CPU e di memoria per la serializzazione dei dati. Anche questo avrà effetti indiretti sulla scalabilità dell’intera chain, come le novità di cui sopra.

    Sono novità importanti a livello tecnico che dovrebbero contribuire a rendere l’intera impalcatura di Cardano più agile, più scalabile, più rapida e in ultimo anche all’utilizzo più efficiente delle risorse necessarie per il funzionamento del network.

    Questo almeno per quanto riguarda i cambiamenti principali e quelli che avranno il maggiore impatto sul funzionamento effettivo di Cardano come blockchain e come infrastruttura per lo sviluppo di App decentralizzate. Sulle altre avremo modo di ritornare una volta che il fork sarà andato a buon fine, quando ci dedicheremo alle minuzie meno rilevanti che sono comunque parte di questo grosso aggiornamento.

    Cardano continua a sviluppare, anche se con i suoi tempi

    Cardano è una bestia forse rara nel panorama delle blockchain di generazione più recente. Mentre tutte o quasi sono impegnate in una corsa a cambiare e adeguarsi il più rapidamente possibile, con Cardano abbiamo invece un sistema di sviluppo più lento e secondo i sostenitori più equilibrato. Cosa che però risulta in aggiornamenti più lenti nell’implementazione.

    In un settore bleeding edge e che cambia vorticosamente minuto per minuto, questo potrebbe sembrare essere uno svantaggio competitivo enorme. Ed è d’altronde sotto gli occhi di tutti il ritardo accumulato da Cardano nei confronti di diversi concorrenti diretti.

    Chiuderla qui però sarebbe ingeneroso e ingiusto, perché questo modello di sviluppo offre anche delle release più stabili e mediamente meno problemi di quelli che si incontrano in chain di frontiera. Soltanto il mercato deciderà, infine, chi avrà avuto ragione. Con una terza via possibile però: ovvero che ciascuna delle chain di primo profilo riesca a ritagliarsi uno spazio interessante e una base di utenti solida. Cosa che sembra essere più che possibile se dovessimo tenere conto del fatto che in realtà nel mondo blockchain ci troviamo ancora agli albori e che la torta da spartirsi continuerà a crescere.

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