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Il calo di Bitcoin a 21.000$ potrebbe essere peggiore di quanto pensi: ecco perché

20 Aug, 20224 min readBitcoin
Il calo di Bitcoin a 21.000$ potrebbe essere peggiore di quanto pensi: ecco perché

Il 19 agosto, la capitalizzazione di mercato delle criptovalute è diminuita del 9,1%, scivolando così sotto l'importantissimo supporto psicologico dei 1.000 miliardi di dollari. Il mercato non scendeva sotto tale livello da circa tre settimane, nonostante il minimo di 780 miliardi raggiunto in data 18 giugno sembrasse ormai un ricordo lontano.

L'incertezza normativa è aumentata il 17 agosto, dopo che la Commissione per l'energia e il commercio della Camera degli Stati Uniti ha annunciato di essere "profondamente preoccupata" per i consumi del mining Proof-of-Work. I legislatori statunitensi hanno pertanto richiesto alle società crypto di fornire maggiori informazioni sui consumi energetici e sui costi medi delle loro attività.

In genere i sell-off hanno un impatto maggiore sulle criptovalute meno importanti, ma la correzione di oggi ha presentato perdite fra il 7 e il 14 percento per praticamente l'intero mercato. Bitcoin (BTC) è tornato a 21.260$ dopo una correzione del 9,7%, Ether (ETH) ha toccato un minimo infragiornaliero di 1.675$ a causa di un drop del 10,6%.

Alcuni analisti hanno ad ogni modo sottolineato che le grandi correzioni, come quella a cui abbiamo assistito oggi, rappresentano la normalità e non un'eccezione per le criptovalute, dato il tasso di volatilità annualizzata del 67% per questa classe di asset.

D'altra parte il calo intraday di oggi è stato superiore alla media: diamo un'occhiata ai possibili motivi.

Il premium dei BTC Futures è scomparso

Solitamente i contratti futures mensili vengono scambiati con un leggero sovrapprezzo rispetto ai normali mercati spot, poiché i venditori richiedono più denaro per mantenere il trade. Si tratta di una situazione nota come "contango," e non è una caratteristica esclusiva dei crypto-asset.

In mercati sani, i futures dovrebbero essere scambiati a un sovrapprezzo annualizzato compreso tra il 4% e l'8%, solitamente sufficiente a compensare i rischi e il costo del capitale.

Ma se diamo un'occhiata al premium dei futures su Bitcoin di OKX e Deribit, la recente contrazione di BTC ha reso il premium negativo: una situazione nota invece con il nome di "backwardation." Tipicamente significa che c'è una domanda molto più elevata da parte degli short con leva, i quali scommettono su ulteriori ribassi.

Liquidazioni dei trader con leva superiori a 470 milioni di dollari

I contratti futures sono uno strumento relativamente semplice e a basso costo, che permette ai trader di fare uso della leva finanziaria. Il pericolo dei futures risiede nella liquidazione, ovvero quando il deposito di margine dell'investitore diventa insufficiente per coprire le sue posizioni. In questi casi, il meccanismo di deleveraging automatico dell'exchange si attiva e vende la criptovaluta utilizzata come garanzia.

Un trader potrebbe incrementare i guadagni potenziali di 10 volte utilizzando la leva, ma basterebbe un calo di prezzo del 9% rispetto al punto d'ingresso per liquidare l'intera posizione. L'exchange di derivati procederà pertanto alla vendita della garanzia, facendo ulteriormente diminuire il prezzo e rischiando di dare inizio a un loop negativo noto come "liquidazioni a cascata."

Come illustrato sopra, il sell-off del 19 agosto ha presentato il maggior numero di acquirenti costretti a vendere dal 12 giugno.

I margin trader eccessivamente rialzisti sono stati distrutti

Il margin trading permette agli investitori di prendere in prestito criptovalute, potenzialmente incrementando i loro rendimenti. Un utente potrebbe ad esempio acquistare Bitcoin prendendo in prestito Tether (USDT), aumentando così la propria esposizione; d'altra parte, è possibile prendere in prestito BTC per shortarlo.

A differenza dei contratti futures, l'equilibrio tra i margin long e short non è necessariamente abbinato. Quando il rapporto di prestiti a margine è alto, indica che il mercato è perlopiù rialzista; l'opposto, un rapporto basso, segnala invece che il mercato è ribassista.

I trader di criptovalute sono noti per essere generalmente molto rialzisti: un sentimento del tutto comprensibile, considerando il potenziale d'adozione, i casi d'uso in rapida crescita come la finanza decentralizzata, e la percezione che certe criptovalute forniscano protezione contro l'inflazione del dollaro. Ma un margin lending rate di 17x a favore delle stablecoin non è normale, e indica un'eccessiva fiducia da parte degli acquirenti.

Questi tre parametri ​​mostrano come i trader non si aspettassero che l'intero mercato delle criptovalute correggesse tanto bruscamente, né che la capitalizzazione di mercato totale tornasse a testare i 1.000 miliardi di dollari. Questa perdita di fiducia potrebbe indurre i rialzisti a ridurre ulteriormente le loro posizioni con leva, potenzialmente innescando nuovi minimi nelle prossime settimane.

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