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Buono del Tesoro Poliennale: aumentato il rendimento

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Buono del Tesoro Poliennale: aumentato il rendimento

Una cosa che non è molto risaputa è che i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) italiani possono essere indicizzati all’inflazione europea.

Non tutti, però, lo sono. Sul sito ufficiale del Ministero per l’Economia e le Finanze italiano si contano ben otto categorie diverse di Titoli di Stato, di cui ben cinque sono BTP.

Il Buono del Tesoro Poliennale standard, ovvero quello tradizionale di base, paga una cedola fissa semestrale che quindi non è indicizzata all’inflazione. Quindi, una volta sottoscritto, il suo rendimento nominale è fisso fino alla scadenza.

Questo, però, significa che in caso di inflazione il rendimento reale diminuisce, nonostante quello nominale rimanga fisso, perchè a parità di importo pagato semestralmente diminuisce il suo valore reale, ovvero il potere di acquisto del denaro che si riceve come pagamento della cedola.

A dire il vero anche il cosiddetto BTP Green paga cedole fisse non indicizzate all’inflazione, ma per le altre tre tipologie di BTP le cose sono differenti.

La cedola più complessa è quella del BTP Futura, perchè oltre ad essere semestrale ha anche un meccanismo step-up per il calcolo dei rendimenti, che risultano crescenti con un premio fedeltà alla scadenza.

Tuttavia anche in questo caso il valore reale di questi rendimenti scende se si alza l’inflazione, perché per quanto siano crescenti sono comunque prefissati in valori nominali.

Il Buono del Tesoro Poliennale indicizzato all’inflazione

Ci sono però due BTP che hanno la cedola indicizzata all’inflazione europea.

Sono il BTP€i ed il BTP Italia.

Il primo è un Buono del Tesoro Poliennale per l’appunto indicizzato all’inflazione europea. È stato creato per fornire agli investitori una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi, perchè sia le cedole pagate semestralmente che il capitale rimborsato a scadenza vengono rivalutati sulla base dell’inflazione misurata dall’Eurostat attraverso l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (Iapc) in Eurozona, esclusi i prodotti legati al tabacco.

A tal proposito il Ministero scrive:

“Grazie al meccanismo di indicizzazione utilizzato, alla scadenza è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi nel corso della vita del titolo. In ogni caso il Btp€i garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto: anche nel caso in cui si verifichi, nel periodo di vita del titolo, una riduzione dei prezzi, l’ammontare rimborsato a scadenza non sarà mai inferiore al valore nominale”.

Una cosa molto simile vale anche per il BTP Italia, che è un Buono del Tesoro Poliennale indicizzato all’inflazione italiana, studiato specificatamente per i retail.

L’indice utilizzato per la rivalutazione è quello dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (Foi) in Italia, calcolato dall’Istat sempre al netto dei tabacchi.

Se da un lato i rendimenti nominali dei BTP a cedola fissa già sottoscritti non sono aumentati, i rendimenti nominali dei BTP indicizzati all’inflazione invece sono aumentati negli ultimi mesi. Al contrario, i rendimenti reali dei BTP a cedola fissa già sottoscritti sono di fatto scesi, mentre quelli dei BTP indicizzati all’inflazione sono rimasti relativamente stabili.

Fino a 12 mesi i rendimenti nominali difficilmente superavano l’1% annuo, mentre oggi possono arrivare addirittura oltre il 4%.

Tuttavia, non sono aumentati solamente i rendimenti nominali dei BTP indicizzati all’inflazione. Sono inevitabilmente anche aumentati i rendimenti nominali dei nuovi BTP a cedola fissa in emissione.

I BTP sono un buon investimento?

Questo significa che in un momento in cui l’inflazione è particolarmente elevata, come questo, qualora l’inflazione inizi a scendere a breve potrebbe tornare ad essere convenienti i BTP a cedola fissa, se il rendimento nominale è elevato. Ad esempio se l’inflazione dovesse tornare al 2%, chi oggi avesse sottoscritto un BTP a cedola fissa annuale con rendimento del 4% ci potrebbe guadagnare di più rispetto a chi ha scelto BTP indicizzati all’inflazione.

Anzi, dato che quel 4% è stato calcolato sulla base dell’ultima cedola semestrale, se la situazione rimanesse costante dopo la seconda cedola il rendimento annuale arriverebbe all’8%.

Per questo motivo in questo momento in Italia c’è molta attenzione nei confronti dei Buoni del Tesoro Poliennali emessi dallo Stato. Per anni durante i quali l’inflazione è stata molto bassa i BTP non sono stati in grado di attrarre molto interesse, mentre ora di colpo diventano dei prodotti di investimento molto più interessanti di quanto lo siano stati negli ultimi decenni.

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