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Bitcoin e Oro, l’eterna lotta tra Satoshi e lingotti

26 Oct, 20225 min readBitcoin
Bitcoin e Oro, l’eterna lotta tra Satoshi e lingotti

La correlazione tra i due beni rifugio si fa serrata con un primo round che va al Bitcoin, ma l’Oro promette battaglia.

Bitcoin e Oro come beni rifugio

Tutelarsi in tempo di bear market è sempre cosa buona e quale modo migliore di farlo se non rivolgendo parte delle proprie risorse nei beni rifugio, ovvero quei beni che mantengono un certo valore nel tempo (anche in tempi bui) e anzi lo accrescono.

Un’inflazione importante come quella che stiamo subendo in tutto il mondo non fa che acuire il problema dell’erosione della ricchezza accumulata e spinge ulteriormente a tutelarsi nonostante una politica aggressiva delle banche centrali stia timidamente dando segnali positivi.

La politica monetaria della Federal Reserve di Jerome Powell, della BCE di christine Lagarde e delle altre banche centrali colpisce il costo della vita a suon di aumenti dei tassi tra i 50 e i 75 punti base tuttavia i risultati fino ad ora ottenuti non sono sufficienti a contenere i danni ed è qui che entra in gioco la tutela del risparmio.

La quantità limitata, il suo comportamento nel tempo e le sue caratteristiche accostano fin dalla sua nascita il Bitcoin all’Oro nel suo ruolo di bene durevole e che accresce il proprio valore in tempi incerti.

Ai microfoni della CNBC, l’amministratore delegato di Galaxy Digital, Mike Novogratz, ha dichiarato:

“Abbiamo avuto un enorme deleveraging e credo che la maggior parte di tale riduzione sia ormai fuori dal sistema”.

L’exchange Kraken, nella sua relazione sull’argomento aggiunge:

“L’aumento della correlazione segnala una tendenza più ampia di correlazioni tra tutte gli asset class in aumento in mezzo a una significativa incertezza macroeconomica”.

Il deleveraging di BTC secondo la maggioranza degli analisti ha toccato il fondo e il mondo crypto potrebbe conoscere un trend migliore da qui in avanti, a riprova di questo c’è proprio il riaffacciarsi della valuta digitale ai 20.000 dollari con dominance e volumi in recupero ora che il Merge di ETH è passato.

L’halving di Bitcoin e la correlazione con l’Oro

Inoltre, è importante considerare il fatto che seppure sia ancora lontano nel tempo nonostante la situazione macro ci distragga, l’halving di Bitcoin inizia ad affolare i sogni degli investitori almeno quanto la fine tanto sospirata del bear market.

Ogni volta che vengono minati 2016 blocchi la difficulty viene modificata così da far rimanere il block-time abbastanza prossimo ai 10 minuti.

Ogni 210.000 blocchi avviene un halving e il prossimo (margine di errore permettendo) è previsto per maggio 2024.

Storicamente nei tempi antecedenti l’halving si assiste a un aumento considerevole del prezzo della valuta di Satoshi.

Nonostante il bear market gli analisti sono concordi nel considerare Bitcoin (BTC) come un ottimo bene rifugio come riporta una ricerca della BAC.

Secondo gli analisti digitali della Bank of America (NYSE:BAC), la correlazione tra la valuta digitale e Gold (XAU) è un segnale importante che evidenzia l’interesse degli investitori in BTC in un momento di crisi economica.

Il metallo prezioso che da sempre viene utilizzato come copertura contro l’inflazione è sempre più correlato al Bitcoin quest’anno, tanto da toccare il livello massimo da due mesi a questa parte.

Alkesh Shah e Andrew Moss, digital strategist di Bank of America hanno sottolineato come dal 5 settembre si è progressivamente assistito a un aumento di questo effetto, da giugno 2021 questa unità di comportamento tra i due beni era prossima allo zero ed era addirittura virata in negativo a marzo del 2022.

Durante la sessione americana di martedì i futures dell’Oro sono in netto rialzo.

I futures dell’Oro per Dicembre nella divisione Comex del New York Mercantile Exchange, sono scambiati a 1,00 dollari americani per oncia troy con un incremento di 0,30% sul giornaliero.

Una tendenza positiva del metallo prezioso si avrebbe sopra 1.750-1.755 dollari secondo gli analisti che prevedono questo come scenario più probabile per il futuro dell’Oro.

Bitcoin ha finalmente ripreso i 20.000 dollari americani di controvalore (20.271 dollari) con un incremento del +4,8% mentre Ether è salito addirittura dell’11,1% a 1.494 dollari, ai massimi dal recente Fork.

Gli outsider non mancano, ma non sono la stessa cosa

La lotta all’inflazione e quindi alla tutela del proprio patrimonio passano anche attraverso altre strade anche se nessuna offre garanzie maggiori rispetto alla coppia descritta sopra.

Una costanza quasi granitica tuttavia può essere riconosciuta a The Coca-Cola Company il cui titolo segna un ulteriore +2,5%, centrando i propri obiettivi societari e alzando l’asticella per il 2022.

La società oltre a poggiare su basi solide che ne certificano il valore anche in borsa è famosa per le proprie cedole che sono storicamente certe quanto il sorgere del sole e invogliano non poco gli investitori a puntare sul titolo.

Il mercato delle case perde il ruolo salvifico dato al mattone nel tempo, l’aumento dei tassi ipotecari mette fuori mercato molti investitori e i prezzi delle case rallentano sempre più la propria crescita al punto da pareggiare l’inflazione e quindi tornando utili per mantenere lo status quo nel breve periodo ma non nel lungo visto che il trend non accenna a finire.

L’aumento dei prezzi degli immobili è stato solo del 13% ad agosto anno su anno, del 15,6% a luglio e del 18% a giugno e il trend continua con una diminuzione progressiva di circa il 2,5% di mese in mese secondo l’Indice nazionale dei prezzi delle case degli Stati Uniti S&P CoreLogic Case-Shiller.

L’Argento, è salito di 0,91% per la consegna di fine anno su Comex e viene scambiato a quasi 20 dollari per oncia troy mentre fuori dai giochi è il rame sceso dello 0,74% e scambiato a 3,41 dollari per libbra.

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