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Bitcoin crolla: inflazione USA è il killer! | Down crypto oggi

13 Sep, 20224 min readBitcoin
Bitcoin crolla: inflazione USA è il killer! | Down crypto oggi

Già questa mattina avevamo avvisato tutti di stare attenti al dato di oggi che sarebbe arrivato dagli USA. È arrivato, non è un bel dato, ma gli inguaribili ottimisti diranno che poteva andare peggio, e forse hanno ragione. L’inflazione vince ai punti, ma non è un KO e almeno per i più ottimisti si comincia a vedere il fondo del barile.

L’indice dei prezzi è all’8,3% anno su anno, mentre gli analisti avevano previsto un dato vicino all’8,1%. Per gli inguaribili ottimisti di cui sopra, è comunque il dato più basso da Aprile. Per chi invece vuole vedere tuoni e fulmini, si tratta di una situazione ancora ampiamente fuori dal controllo di FED, motivo per il quale ci sarà da aspettarsi altri rialzi dei tassi molto importanti e misure draconiane. Una situazione di difficile lettura, sulla quale proveremo a fare un po’ di chiarezza.

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Indice pagina

  • 1 .Inflazione giù rispetto al mese precedente, ma al di sopra delle aspettative
  • 1.1 .I mercati hanno prezzato al 100% un rialzo a settembre di 75 punti base
  • 1.2 .L’Europa non conta niente
  • 1.3 .Cosa aspettarsi dal mercato cripto?
  • Inflazione giù rispetto al mese precedente, ma al di sopra delle aspettative

    Il fatto principale dovrebbe essere noto a tutti: ci aspettavamo dati sull’inflazione USA, che sarebbero stati il termometro dell’andamento non solo dei prezzi, ma anche delle misure che FED ha preso ormai da qualche mese, con rialzi costanti dei tassi in ogni occasione possibile.

    Bene: i tassi non sembrano aver svolto il loro compito, ovvero quello di raffreddare l’economia e di conseguenza portare giù i prezzi. O meglio, lo hanno fatto in modo quasi impercettibile e meno di quanto si aspettassero gli analisti. E questo ha portato i mercati, tutti senza esclusione di colpi, ad apprezzare il dollaro e dunque deprezzare gli asset di rischio.

    I mercati hanno prezzato al 100% un rialzo a settembre di 75 punti base

    Questa è l’altra faccia della medaglia: per il prossimo eventuale rialzo dei tassi negli USA non dovremmo aspettarci grossi scossoni da parte dei mercati, in quanto sembrerebbero aver prezzato al 100% la possibilità che ci sia un rialzo di 75 punti base, ovvero dello 0,75%.

    Inizia però a prendere corpo la possibilità che la cura da cavallo diventi una cura da rinoceronte, ovvero con un rialzo di 100 punti base, ovvero dell’1%. Ipotesi che i mercati ora valuterebbero intorno all’1%. E che dunque torna sul tavolo.

    L’Europa non conta niente

    Ci prendiamo un piccolo spazio in questo speciale per sottolineare come, nonostante gli strali di qualcuno, quanto andiamo dicendo da tempo è confermato dai fatti. Nessuno si interessa, almeno in termini di asset di un certo rilievo, di quello che accade in Europa.

    E basta invece un piccolo colpo di vento nell’economia americana per far calare a picco i mercati, compreso quello di Bitcoin, che ancora per molto tempo continuerà ad essere considerato come asset di rischio dai mercati. E dunque a risentire di queste fasi di compressione monetaria tramite tassi e tramite riduzione del balance sheet.

    Cosa aspettarsi dal mercato cripto?

    Un pomeriggio di follia e di grande volatilità, in concomitanza con la sessione americana. Nel frattempo tutti i mercati, come è evidente, hanno risposto con una riduzione delle esposizioni sugli asset di rischio, che è ancora in corso.

    Vedremo se le parole di Jerome Powell, tra le altre cose, riusciranno a calmare i mercati, come spesso hanno fatto ultimamente in concomitanza degli appuntamenti con il FOMC, dove a misure draconiane sono seguite parole melliflue in grado di innescare una breve ripresa.

    Il prossimo appuntamento rimane per il 20 e il 21 settembre, quando i leader del settore bancario e monetario USA ci faranno sapere d che morte dovranno morire inflazione e mercati. Per ora tutto sotto controllo e qualcosa che, con un dato CPI del genere, ci si aspettava ampiamente. Nulla cambia, per capirci, sul medio e lungo periodo. Per il breve, ci sarà ancora da ballare.

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