Coin News

BEAC contro Bitcoin e Repubblica Centrafricana | La missiva di attacco al progetto

9 May, 20223 min readBitcoin
BEAC contro Bitcoin e Repubblica Centrafricana | La missiva di attacco al progetto

Qualcuno, come avevamo ampiamente previsto su Criptovaluta.it, non l’avrebbe presa bene. La morsa del Franco dell’Africa Centrale è troppo importante per certi equilibri, equilibri che Bitcoin potrebbe, finalmente, rendere una cosa del passato.

E per la Repubblica Centrafricana, che ha adottato soltanto poco più di 2 settimane fa $BTC come valuta avente corso legale, arriva la lettere di minacce, neanche troppo velate, dell’autorità BEAC, ovvero la banca centrale condivisa da diversi paesi dell’Africa Centrale e che responsabile del Franco FCA.

Una notizia che ha degli importanti risvolti positivi per Bitcoin, che continua ad essere il nemico numero 1 delle vecchie consorterie. Fondamentali che aiutano a creare una base per l’inversione, sulla quale poter investire con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il top degli STRUMENTI FINTECHintermediario che offre possibilità avanzate e che nessun altro degli intermediari del mondo cripto è in grado di offrire.

Possiamo infatti puntare sulla copia dei migliori investitori oppure spiare come si stanno muovendo grazie al CopyTrader. E se dovessimo preferire investimenti più diversificati, potremo farlo con gli Smart Portfolios, che ci offrono accesso al mondo dei panieri cripto in stile ETF ma senza commissioni aggiuntive. Con 50$ possiamo passare ad un conto reale quando vorremo.

La strana lettera di BEAC contro la Repubblica Centrafricana

Prima è arrivato il Fondo Monetario internazionale con una missiva ricca di preoccupazioni, poi si è aggiunto, non poteva essere altrimenti, il BEAC, acronimo dietro il quale troviamo la Banca degli Stati dell’Africa Centrale, avamposto francese nelle ex-colonie e responsabile del Franco CFA, la valuta ancorata all’Euro che i paesi come la Repubblica Centrafricana utilizzano oggi come avente corso legale.

Una lettera che invita ad un meeting straordinario in occasione di quella che, secondo BEAC, sarebbe una violazione dell’art. 6 dello statuto al quale hanno aderito i paesi che utilizzano il franco CFA, che recita:

L’unità monetaria legale degli Stati Membri dell’Unione è il franco CFA.

Violazione alla quale si aggiungerebbe quella dell’articolo 3:

L’unione monetaria si caratterizza per l’adozione di una medesima moneta, la cui emissione è affidata ad un Istituto comune, la Banca degli Stati dell’Africa Centarle […]

Al quale si aggiunge anche l’articolo 21, anche questo secondo BEAC violato dalla recente mossa della Repubblica Centrafricana

Il privilegio esclusivo dell’emissione monetaria per i territori degli stati membri dell’Unione Monetaria è conferito alla BEAC.

Violazioni che, secondo la lettera della legge, potrebbero esserci, se non fosse che la Repubblica Centrafricana in realtà non sta emettendo nulla, dato che Bitcoin è un esperimento monetario decentralizzato sul quale la Repubblica non ha alcun tipo di potere.

Minacce? Vedremo come andrà a finire

Nel medesimo documento si finisce per parlare di situazione delicata sulla quale sarebbe necessario sensibilizzare, data la serietà delle conseguenze, il governo della Repubblica Centrafricana.

Governo che però, come avevamo già visto all’interno di Criptovaluta.it, aveva sottolineato come vantaggio di Bitcoin per la propria politica monetaria proprio la possibilità di affrancarsi, almeno parzialmente, da BEAC.

Il tutto, questa volta, con al centro un’istituzione monetaria già travolta da enormi scandali in passato, e sulla cui affidabilità sembrerebbe più che lecito avere dei dubbi.

Source

Subscribe to get our top stories

Coin News
App StoreApp Store