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BCE contro Bitcoin e pro Euro Digitale | Ma l’attacco fa acqua da tutte le parti

29 min ago6 min readBitcoin
BCE contro Bitcoin e pro Euro Digitale | Ma l’attacco fa acqua da tutte le parti

Nessuno lo ha chiesto, nessuno ne sente il bisogno, ma dalle parti di Francoforte si continua spediti verso la creazione dell’ormai tristemente noto Euro Digitale, la CBDC che dovrebbe vedere la luce in area Euro tra qualche anno.

E si è già avviata la macchina della propaganda, o se vogliamo la macchina didattica pronta a rivelare le magnifiche sorti e progressive dell’ultima trovata del controllore della moneta che viene utilizzata nell’Unione Europea. L’Euro Digitale? Sarà ideale per i trasferimenti oltre confine, dicono. E lo sarà più delle criptovalute e di Bitcoin.

Cosa che, lo vedremo, a noi sembra un tantino fuori asse rispetto alla verità. E che è un segnale della paura della BCE di perdere il treno contro dei progetti privati che già funzionano e sono già molto utilizzati. Progetti sui quali possiamo investire con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il top delle criptovalute e capitale virtuale – intermediario che ci consente di investire su 75+ cripto, scelte tutte tra le migliori che abbiamo a disposizione sul mercato oggi.

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Indice pagina

  • 1 .Banca Centrale Europea: Euro Digitale il top per i trasferimenti transanzionali
  • 1.1 .Il Graal? Ovviamente pronto nei prossimi 10 anni
  • 1.2 .Bitcoin per i pagamenti trans-nazionali? Giammai!
  • 1.3 .Volete uno spoiler? È una battaglia che BCE non può vincere
  • Banca Centrale Europea: Euro Digitale il top per i trasferimenti transanzionali

    Si è attivata la macchina della propaganda, che idealmente dovrà portare l’Euro Digitale ad essere desiderabile, se non addirittura indispensabile per i cittadini europei e per chiunque voglia transare in Euro. Ultima arrivata come argomentazione è quella dei Trasferimenti Transnazionali, ovvero i trasferimenti da e per l’unione europea, verso enti o privati terzi che si trovano al di fuori del sistema SEPA.

    Il Santo Graal dei pagamenti cross border è una soluzione che permetta a tali pagamenti di essere immediati, economici, con reach universale e con mezzi sicuri, come le valute delle banche centrali.

    Nessuno fingerà sorpresa per un oste che ovviamente ci dice che il vino è molto buono e che le altre alternative, quelle vendute di fronte, siano in realtà assai scadenti. Il tutto con riferimenti continui al Santo Graal che andranno anche a solleticare le fantasie più fuori controllo dei complottisti.

    Il Graal? Ovviamente pronto nei prossimi 10 anni

    Il Graal sarebbe però, dopo una ricerca che è partita nel Medioevo, finalmente disponibile. O meglio, lo sarà nei prossimi 10 anni, grazie alle magnifiche sorti e progressive dell’Euro Digitale, che non senza un pizzico di malizia torniamo a considerare come voluto da nessuno, se non dalla Banca Centrale stessa.

    Bitcoin per i pagamenti trans-nazionali? Giammai!

    In realtà una sorta di apertura c’è, ma data la conclusione il sospetto fondato è che sia una sorta di pezza retorica per dare dignità di imparzialità al report che potete trovare qui.

  • Un solo sistema può essere utilizzato per tutto il mondo
  • Cosa che viene riconosciuta a Bitcoin anche dalla Banca Centrale Europea. Non c’è necessità di intermediari o di complicate implementazioni. Bitcoin è disponibile per tutti, senza complicazioni ed è in questo senso efficiente.

  • Assenza di intermediari
  • Il che lo rende più sicuro di altri sistemi, dove il rischio di fallimento dell’intermediario è concreto. E quindi un altro punto a favore, da parte di BCE, per Bitcoin.

  • I servizi offerti dagli exchange sono ormai solidi
  • E si parla principalmente della possibilità di convertire da e per valute locali. Anche questo non sarebbe un problema dunque e il quadro relativo alla possibilità di utilizzare Bitcoin come alternativa per i pagamenti internazionali conserverebbe diverse caratteristiche decisamente desiderabili. Ci sono però poi anche degli attacchi ad alcune delle caratteristiche proprie di $BTC che, almeno secondo BCE, rendono questa valuta non efficace e non desiderabile.

  • Consumi della tecnologia PoW
  • Incredibile a dirsi, nel rapporto della BCE c’è l’ennesimo attacco a Proof of Work, che viene definita come tecnologia costosa e che causa sprechi. Una posizione che abbiamo sempre ritenuto e continueremo a ritenere come folle. Chi sarebbe così fuori di testa da definire i vetri blindati e i caveau uno spreco di risorse? Perché non si riesce ancora a mettere in prospettiva i consumi di Bitcoin con la sicurezza e la decentralizzazione che questi consumi possono garantire (e che PoS può soltanto sognare?). La risposta in realtà c’è: di fronte all’assenza quasi totale di punti di attacco a Bitcoin, qualcosa bisogna pur inventarsi, e insistere fino a quando diventi parte della vulgata.

  • Assenza di KYC, AML
  • Secondo BCE parte della percezione di utilità di Bitcoin deriva dall’assenza di controlli anti-riciclaggio e di KYC, ovvero identificazione dei wallet. E anche qui viene ripetuta una bugia sesquipedale, ovvero il fatto che ci sia un utilizzo diffuso di Bitcoin per attività criminali. Cosa smentita da più società di analisi e anche dal Tesoro USA.

  • Problemi di governance
  • Il conservatorismo all’interno di Bitcoin e del suo sviluppo è qualcosa di positivo, perché fissa una base sulla quale poi sviluppare su layer diversi, senza che il protocollo di base cambi ad ogni folata di vento. Per la banca centrale sarebbe invece un problema. E questo chiude ricordandoci la qualità di queste critiche, strumentali e politiche, che seguono il filone ormai inaugurato anni fa dall ex-direttore dell’istituto.

  • Volatilità
  • Nel paragrafo dedicato a Bitcoin la BCE riesce nel mirabile intento di dire A e il contrario di A. Sopra si loda la presenza di intermediari che possano rapidamente convertire BTC in valuta locale. Poi si critica la volatilità di prezzo di Bitcoin, che lo renderebbe inadatto agli scambi monetari. Anche qui siamo al limite della fantascienza, almeno a nostro modo di vedere le cose.

    Volete uno spoiler? È una battaglia che BCE non può vincere

    Non parliamo della battaglia per le CBDC, che probabilmente vedremo in Europa ma non altrove, dove i cittadini hanno già risposto picche. Parliamo della battaglia contro Bitcoin.

    Perché se abbiamo imparato qualcosa dalla storia è che quando si deve mentire per infangare l’avversario, vuol dire che si ha più di qualche preoccupazione sulla possibilità di batterlo o meno correttamente. Quando a mentire sono le principali istituzioni, non possiamo che rammaricarcene, in particolare in un continente che si batte da sempre come paladino, almeno sulla carta, della trasparenza e del buon governo.

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