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Altcoin: le analisi di Dogecoin, Shiba Inu, Litecoin e Bitcoin Cash

17 Oct, 20227 min readAltcoins
Altcoin: le analisi di Dogecoin, Shiba Inu, Litecoin e Bitcoin Cash

Questo è un periodo un po’ difficile per le altcoin.

Basti pensare che da settembre la dominance di Bitcoin è salita dal 36% al 39%, mentre quella di Ethereum è scesa dal 19% al 16%.

Un trend simile si è già verificato in passato, proprio durante il bear market, quando il prezzo di Bitcoin tende a scendere meno rispetto a quanto facciano quelli delle altcoin. Se ciò è vero per Ethereum, è ancora più vero per altre criptovalute che hanno un utilizzo reale decisamente meno comune e diffuso.

Dogecoin, Shiba Inu, Litecoin e Bitcoin Cash: chi sta tenendo, e chi no tra le principali altcoin

Dogecoin (DOGE)

Una delle altcoin che durante il 2021 ha riscosso maggiore successo è stata Dogecoin (DOGE), attualmente al decimo posto assoluto per capitalizzazione di mercato, ed al settimo se si escludono le stablecoin.

Ad ottobre 2020, ovvero prima che si innescasse la grande bullrun del 2021, il suo prezzo era inferiore a 0,003$. A dire il vero per quanto riguarda DOGE la bullrun non si è innescata a novembre 2020, come invece fu per Bitcoin, ma a gennaio 2021, sebbene già a dicembre 2020 era tornato sopra gli 0,003$.

Va ricordato che il precedente massimo era di 0,013$ toccato a gennaio 2018, quindi a dicembre 2020 era ancora molto sotto questa soglia.

Anzi, nemmeno ad inizio gennaio riuscì già a riportarsi sui massimi, perchè si fermò a 0,010$, mostrando però che anche per questa criptovaluta la bullrun era iniziata. A fine gennaio comunque ci fu il primo spike importante, con il prezzo schizzato a 0,040$, ovvero molto al di sopra dei precedenti massimi storici.

A febbraio ci fu un altro spike che portò il prezzo a 0,070$, mentre a marzo rimase stabilmente sotto gli 0,060$.

È importante far notare che questo è anche il livello attuale, ovvero quello toccato dopo lo scoppio della bolla del 2021. Quindi è proprio questo che va preso come riferimento. Si tratta di un livello superiore del 360% a quello dei massimi del 2018.

La cosa curiosa è che dopo lo scoppio della bolla del 2017/2018 il prezzo di Dogecoin perse fino all’87% nel susseguente bear market, riuscendo poi in pochissimo tempo non solo a riprendersi, ma a superare i massimi del 2018 del 360%. Si tratta di una dinamica molto interessante che sembra mostrare chiaramente che dietro Dogecoin ci sia una community ampia ed attiva.

Non è un caso che nel 2021 Dogecoin è stata la criptovaluta più ricercata nella maggior parte degli Stati USA.

A dire il vero ad aprile 2021 il prezzo di Dogecoin fece un nuovo spike che lo portò a far registrare i nuovi massimi assoluti a maggio 2021, quando superò l’incredibile soglia dei 0,730$, ma quello fu un pump isolato dovuto quasi esclusivamente alle parole di Elon Musk ed alla sua partecipazione al Saturday Night Live nelle vesti del “Dogefather”.

Infatti, già a fine maggio era tornato a 0,300$, e non è mai più riuscito nemmeno ad avvicinare la soglia degli 0,700$. Fino ad ora praticamente non ha fatto che scendere da quell’8 maggio 2021, tanto che la perdita cumulata fino ad oggi è addirittura del 92%.

Va, però, sottolineato che quello di aprile e maggio 2021 fu davvero uno spike molto anomalo, e per certi versi irripetibile, quindi converrebbe prendere come riferimento il livello di prezzo toccato per l’appunto a marzo 2021, prima di quello spike anomalo. Molto probabilmente non è un caso che l’attuale prezzo sia perfettamente in linea con quei livelli di marzo 2021.

Alla luce di ciò, da un lato sembra alquanto improbabile che il prezzo di Dogecoin possa fare un altro spike simile a quello di aprile 2021, quindi potrebbe fare enorme difficoltà a recuperare quel -92% che lo separa ormai dai massimi storici.

Shiba Inu (SHIB)

Un percorso per certi versi simile, ma ancora più clamoroso, è quello fatto da Shiba Inu (SHIB).

Ora è al dodicesimo posto tra le criptovalute a maggior capitalizzazione di mercato, separato da Dogecoin dalla sola Polkadot.

Lo spike di SHIB del 2021 è stato davvero impressionante. Prima dell’inizio della bullrun il suo prezzo era di 0,00006 milionesimi di dollaro, ovvero praticamente irrilevante. A maggio 2021 era schizzato a 35 milionesimi, con un balzo superiore a +5.000.000%.

Anche quello spike, come è facile intuire, fu qualcosa di anomalo ed attualmente irripetibile, tanto che il prezzo attuale di 10 millesimi è inferiore a quel picco.

Oltretutto fece un secondo spike tra ottobre e novembre, sempre del 2021, fino a far registrare il massimo storico a quota 86 millesimi. In altre parole dal picco di maggio a quello di novembre fece un ulteriore +145%.

Così come per Dogecoin probabilmente non conviene prendere come riferimento il picco massimo di novembre, ma il valore di marzo 2021. Il prezzo attuale di SHIB è dell’88% inferiore rispetto al picco di novembre, ma “soltanto” del 71% inferiore a quello di marzo.

Per quanto riguarda il successo di Shiba Inu vale lo stesso discorso di Dogecoin sulla community, ma senza Elon Musk. Il fatto che abbia perso “soltanto” il 71% dal picco di marzo 2021 fa presupporre che la community di Shiba Inu sia ampia e attiva forse tanto quanto quella di Dogecoin.

Invece, per Litecoin e Bitcoin Cash il discorso cambia, perché sono due criptovalute che hanno riscosso i loro maggiori successi durante la precedente bullrun, ovvero quella del 2017/2018.

Litecoin (LTC)

Litecoin ormai è scivolato in 22° posizione per capitalizzazione di mercato, e sebbene il prezzo massimo storico è stato registrato a maggio 2021, a quota 410$, non era di molto superiore al precedente picco di 360$ di dicembre 2017.

Anzi, dopo quel picco del 2017 il prezzo negli anni successivi è sceso fino a 30$, ovvero un livello non molto più basso degli attuali 50$.

Quindi nel corso del 2021 di fatto il prezzo di LTC non ha fatto altro che tornare sui livelli del 2017, e nel corso del 2022 sta tornando sui livelli di fine 2018. In altre parole sembra che questo progetto abbia esaurito la spinta al rialzo che aveva durante il precedente ciclo, quello concluso a maggio 2020 con il terzo halving di Bitcoin.

Nonostante svariati tentativi di rilanciarlo, ha davvero perso molto smalto e soprattutto molto interesse da parte della community che lo appoggiava nel 2017. È in assoluto una delle altcoin più antiche, e forse ormai ha fatto il suo tempo, a meno che non cambi.

Nel caso di LTC sembra avere perfettamente senso prendere come riferimento il picco massimo storico di maggio 2021 , e dato che la perdita accumulata da allora è dell’87% il futuro non sembra particolarmente roseo.

Bitcoin Cash (BCH)

Per Bitcoin Cash (BCH) la situazione sembra ancora peggiore, perchè durante la bullrun del 2021 non è riuscito nemmeno ad avvicinare il massimo storico del 2017.

Dai 3.700$ toccati cinque anni fa, il prezzo scese fino a 77$ nel 2018, con un vero e proprio crollo verticale.

Nel corso del 2021 riuscì a risalire, ma solo fino a 1.500$, al di sotto della metà del valore di dicembre 2017. Il valore attuale di 110$ non è molto distante dai minimi del 2018, ed è addirittura del 97% inferiore ai massimi storici.

Ormai è scivolato al 33° per capitalizzazione di mercato, ed il progetto sembra non avere più alcuno slancio per provare a rilanciarsi. Molto probabilmente l’incredibile spike del 2017, quando passò da 300$ a 3.700$ in soli quattro mesi, non solo non è ripetibile, ma può anche essere considerata una vera e propria anomalia.

Forse conviene prendere come riferimento il massimo di 1.500$ toccato nel 2021, da cui comunque la perdita cumulata fino ad ora è del 92%.

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